Squadra speciale Minestrina in brodo

Squadra speciale Minestrina in brodoSquadra speciale Minestrina in brodo

Sono tre, sono poliziotti, o meglio, lo sono stati; adesso sono in pensione. Ma hanno ancora un bel po’ di conti in sospeso con delinquenti e farabutti sfuggiti alle maglie della giustizia. I loro nomi in codice sono: Maalox, Kukident e Semolino, e la loro è la «Squadra speciale minestrina in brodo»

Ferruccio Pammattone, ex sostituto commissario e vice dirigente alla Squadra mobile, Eugenio Mignogna, ex sovrintendente alla Scientifica, Luc (e non Luca per un errore dell’impiegato all’anagrafe) Santoro, ex assistente capo all’Immigrazione, hanno molte cose in comune: sono amici da una vita, si sono arruolati insieme nel lontano 1975 e sono stati appena congedati per raggiunti limiti d’età. Ma alla pensione non possono e non vogliono abituarsi. Si annoiano. Così, mentre chiacchierano sul lungomare di Genova, pensano che potrebbero rimettersi subito in azione, per dedicarsi finalmente a tutti quei casi che, per un motivo o per l’altro, non hanno mai potuto affrontare quando erano in servizio. Adesso, finalmente, non devono rendere conto a nessuno, soltanto alla loro coscienza che li spinge a indagare, al loro stomaco che s’infiamma alla vista di un würstel e alla loro prostata che reclama una sosta. Ferruccio Pammattone, nome in codice Semolino (se mangia pesante si riempie di macchie rosse ed è costretto a una dieta durissima), Eugenio Mignogna, nome in codice Kukident (per festeggiare la pensione si è regalato una smagliante dentiera) e Luc Santoro, nome in codice Maalox (soffre di atroci bruciori di stomaco) diventano la «Squadra speciale Minestrina in brodo». Non intendono certo fare i giustizieri della notte, beninteso. Riferiranno i risultati ai loro ex colleghi, che, grazie alla «Squadra speciale», potranno mettere un punto ad alcuni casi altrimenti destinati a restare sepolti in un armadio.

Recensione

Sono tre, sono poliziotti, o meglio, lo sono stati; adesso sono in pensione. Ma hanno ancora un bel po’ di conti in sospeso con delinquenti e farabutti sfuggiti alle maglie della giustizia. I loro nomi in codice sono: Maalox, Kukident e Semolino, e la loro è la «Squadra speciale minestrina in brodo»

Tre ex poliziotti che, andati in pensione, non sanno come occupare le proprie giornate. Quel senso di giustizia mancata nei confronti dei deboli, di quelli che non possono difendersi. Nasce così la Squadra speciale Minestrina in brodo. Pammattone, Mignona e Santoro, nomi in codice: Semolino, Kukident e Maalox, decidono che il loro lavoro non è concluso ma che anche da pensionati possono far giustizia per chi non può difendersi se vuole salvare la pelle. Tra appostamenti e intercettazioni i tre riusciranno ancora una volta a compiere il loro lavoro, nonostante la pensione!

Pammattone, mai sposato e con residenza in caserma. Mignogna, restato vedovo troppo presto e con una figlia da crescere. Santoro, tre figlie avute con tre donne diverse. Non potrebbero essere più diversi eppure si conoscono dai tempi dell’accademia e sono inseparabili anche ora che sono in pensione. Tre vecchietti con un animo giovane, che non sanno darsi pace per la fine della loro carriera e che non sanno assolutamente come occupare le giornate. Un po’ per scherzo un po’ per gioco i tre finiscono per creare questa squadra che verrà riconosciuta come la Squadra speciale Minestrina in brodo. Ma non si tratta nè di uno scherzo nè di un gioco. Il loro scopo è più che nobile ed è questo che mi ha convinto a continuarne la lettura quando, ad un certo punto, mi stava annoiando.

E il risoluto Pammattone, che era uomo tutto d’un pezzo, non dimentichiamolo, si era alzato da tavola e, come un fedele cagnolino, aveva scodinzolato dietro di lei sino al lettone.

L’esordio di Roberto Centazzo non è stato terribile, anzi. Ha scritto un bel libro, scorrevole e sicuramente che sa strappare più di qualche sorriso. Certi capitoli però mi hanno fatto calare l’interesse per riaccenderlo qualche capitolo più avanti. Un po’ come con le montagne russe, su e giù per le strade di Genova insieme a tre poliziotti attempati che hanno ancora molto da dare alla città. La prossima meta della squadra pare sia Portofino, e chi sa che non ci riserveranno nuove sorprese!

#2017readingchallenge

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