Absence: il gioco dei quattro – Omaggio #10

Absence: il gioco dei quattroAbsence: il gioco dei quattro

Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre?  La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento. Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso e apparentemente folle, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13′07″S 78°30′35″W, le coordinate per tornare a vedere. Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo. Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono. Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci? Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità? Un libro intenso e profondo; una sfida moderna per ridefinire noi stessi.  Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.

Recensione

Non è semplice recensire un libro come Absence. Non è semplice trasformare i pensieri in parole coerenti, in frasi di senso compiuto. Le parole si rincorrono nella testa ma metterle in fila, scrivere una recensione, non è semplice.

Londra

Tutto ha inizio qua. Quattro ragazzi, quattro storie diverse. C’è Faith, reduce dall’ultimo trasloco con sua madre e la sorellina in arrivo. Nessun padre in vista.Poi c’è Jared, adottato insieme al fratello Tommy che però provoca più guai che soddisfazioni.

Passi degli anni a cercare un motivo per cui lottare, una ragione per alzarti la mattina, per cambiare casa, città, destino. E poi, di punto in bianco, sei costretto a combattere e basta.

Senza appigli. Senza aiuti. Senza niente.

C’è Scott che cerca un posto dove mettere radici e Londra non è una brutta scelta. E infine c’è Christabel, con una nonna malata e la sua valvola di sfogo, il nuoto. Tutti e quattro svaniscono nel nulla, quasi contemporaneamente. Loro non esistono, nessuno li vede o li senta ma quel che è peggio è che nessuno si ricorda di loro. Solo un uomo può vederli e sarà lui a condurli nel viaggio che li farà tornare a vedere.

Calpestai la cintura di Scott, lo zaino di Scott, l’orologio di Scott, le sue scarpe, i suoi pantaloni e anche i suoi calzini. La domanda era: come diavolo faceva Scott a essere ovunque?

0°13′07″S 78°30′35″W Francisco de Quito

La prima tappa del loro viaggio è Quito, dove faranno la conoscenza di certa gente… gente che non vuole dare risposta ma solo eliminare il problema alla radice. Faith e Jared si incontrano quasi per caso e capiscono presto che per sopravvivere devono stare insieme. All’ennesimo attentato alla loro vita ecco spuntare Rapunzel, detta anche Christabel, che viene in loro soccorso. Scott si unisce per ultimo, nascondendosi da quelli che lui crede i buoni. La squadra ora è completa e i giochi possono iniziare…

54°56′0″S 67°37′0″W Puerto Williams

Il gioco è iniziato e i nostri beniamini, a cui ci affezioneremo nell’arco di tre pagine, non possono far altro che giocare. Il premio tanto ambito è la risposta a una sola domanda: come è possibile che nessuno li vede? E qua inizia anche la parte divertente. Sì perchè questa corsa contro il tempo, questa corsa alla sopravvivenza mette il lettore in uno stato d’ansia non da poco. L’incontro tra Scott e Christabel è già di per sè uno spasso e i continui battibecchi tra loro alleggeriscono una storia pesante da affrontare per quattro adolescenti.

1°17′22″N 103°51′00″E

L’ultima parte del viaggio è quella più importante. Insieme hanno deciso di affrontare chi ha orchestrato tutto ma devono farlo con astuzia se vogliono sopravvivere. Niente sarà più come prima ma è fondamentale tornare a vedere. Tornare ad esistere, non dimenticare

Absence è un romanzo stre-pi-to-so! Sfido chiunque a dire il contrario. E no, non lo dico solo perchè ho incontrato l’autrice e mi sento “in dovere” di lasciarle una recensione positiva. No, lo dico perchè è la verità. Chiara ha imbastito una storia diversa dalle solite storie con adolescenti protagonisti. Ha reso tutti i personaggi più reali di quel che si immagini, con paure e tensioni tipiche degli adolescenti. Faith vuole ricordare, vuole che sua madre e la sua sorellina si ricordino di lei. Per Jared è quasi una liberazione essere invisibile, Tommy non deve dimostrare niente a nessuno e ha due genitori adottivi che lo amano e non deve preoccuparsi del fratello maggiore. Scott non vive l’invisibilità come gli altri. Ha paura ma affronta con sarcasmo ogni situazione (io me ne sono innamorata), è abituato all’assenza di legami, a non mettere radici da nessuna parte. Ma è Christabel quella che mi ha colpita di più. È fragile, si è resa invisibile agli occhi di tutti dalla morte dei genitori. Vive in funzione della nonna ed è da lei che vuole tornare. Possibilmente viva e visibile, anche se tanto la nonna non si ricorda mai di lei…

Se esiste una porcheria in grado di cancellare tutto, allora nulla ha più senso. Se da un momento all’altro mia madre può dimenticarmi, che senso ha lottare? Che senso ha vivere, stringere amicizie, amare? Che senso ha essere una figlia, Christabel? Cosa diavolo rimane, alla fine?

Quello che ho amato davvero in questa storia è tutta una serie di cose. Partendo dal fatto che per essere uno YA lo ha fatto nel modo meno invasivo possibile, senza amori struggenti o innamoramenti flash. Ha descritto perfettamente l’assenza di ognuno, descrivendo e facendo fare ai nostri protagonisti un passo alla volta. Con tutto quello che l’adolescenza porta con sè. L’amore ma anche l’amicizia. E quel senso di inadeguatezza, di trasparenza, di invisibilità.

Ambientato ai giorni nostri Chiara ha voluto mettere in mostra l’assenza, in un mondo dove la visibilità è tutto. Social e non ci costringono ad essere sempre connessi con il mondo, vogliamo che ci ricordino, vogliamo prepotentemente essere ricordati. Per quello che facciamo non per quello che siamo. Viviamo la nostra vita attraverso uno schermo e ci dimentichiamo di vivere davvero. Non sappiamo più cosa significhi avere un amico al di là dello schermo di uno smartphone.

Ed è vero che l’assenza fa sicuramente male, l’essere ignorati da tutti non è piacevole. Ma cosa fareste se vi cancellassero dall’esistenza delle persone che amate? Cosa fareste se dalla vostra invisibilità dipendesse la vostra stessa vita?

Questa sei tu. La tua realtà, la tua vera essenza, il tuo io. Tu sei il Nord. E non importa quanto il cielo possa essere scuro, non importa la luce delle stelle o il mare in burrasca. Tu esisterai sempre, e il tuo ago, la tua bussola interiore, indicherà dove sei.

#2017readingchallenge


Acquistami: Absence – il gioco dei quattro

[penci_review]


Ringrazio Chiara e la casa editrice Fazi Editore per l’omaggio

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: