Acquanera

Acquanera - Valentina D'UrbanoAcquanera

È un mattino di pioggia gelida, che cade di traverso e taglia la faccia, quello in cui Fortuna torna a casa. Sono passati dieci anni dall’ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio su un lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensava di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano. Ma nessun segreto può resistere all’erosione dell’acqua nera del lago. A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l’improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce. O forse, a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo. E forse, questa volta, è giunta l’ora che Fortuna dipani i segreti nascosti nella storia della sua famiglia. Forse è ora che capisca qual è la natura di quella forza invisibile, per riuscire a darle un nome. Sperando che si chiami amore.

Per la prima recensione di Giugno è stata scelta Acquanera di Valentina D’Urbano. Un romanzo davvero inaspettato che mi ha tenuta incollata per un intero giorno alle sue pagine. E dire che non me l’aspettavo proprio non è del tutto corretto. Per me Acquanera è il primo romanzo dell’autrice con cui ho avuto spesso opinione differente su alcuni temi anche se non ho avuto modo di avere un confronto diretto. Ma torniamo a noi e non perdiamoci in chiacchiere.

Acquanera narra le vicende di tre generazioni di donne con un dono speciale che è nello stesso tempo una benedizione e una maledizione. Elsa ha la capacità di predire la morte attraverso i sogni, motivo per cui viene licenziata dalla famiglia in cui lavora e viene accolta da Clara Castello, la “pazza” del paese. Anche Clara ha il dono di sentire i morti, aiuta la gente con le sue erbe ma alla luce del giorno nessuno osa rivolgerle la parola. Roccachiara è un paese come centinaia in Italia, abbarbicato su una montagna da un lato e a strapiombo sul lago dall’altro. Ed è il lago il tramite per tutte le donne protagoniste del libro, il lago che decide chi vive e chi muore. Se Elsa ha la capacità di vedere in anticipo i morti, sua figlia Onda ha il dono di vedere e di parlare con loro. Onda nasce esattamente la notte in cui il lago si prende la vita di pescatori e abitanti della riva a causa di una frana.

Onda sarà come il nome che le hai dato, sarà sempre come non ti aspetti che sia.

 All’età di diciassette anni Onda resta incinta e partorisce Fortuna. Ma Onda questa figlia non la vuole e lascia che sia la nonna a prendersene cura. Fortuna blocca le visioni di sua madre e questo è solo un motivo in più per odiare quella bambina nata per sbaglio. La piccola, però, non sembra avere doni particolari. Forse lei sarà la prima della famiglia a non essere condannata ma la gente del paese le riserva in ogni caso lo stesso trattamento che riservano alla madre e alla nonna. Finchè un giorno a scuola non arriva una nuova bambina, Luce. Le due, stranamente, fanno amicizia e diventano inseparabili. Onda ed Elsa non sono propriamente felici di questa amicizia, Luce sembra avere una cattiva influenza, ma è l’unica amica di Fortuna. A distanza di anni, quando Fortuna ha appena diciotto anni e la sua amica poco più di venti, Luce scompare. Fortuna andrà via da Roccachiara e tornerà solo dieci anni dopo per scoprire che le ossa rivenute in paese sono proprio di Luce.

Ma cosa è successo alla ragazza dieci anni prima? Tutti sanno che Luce non sarebbe sparita da un giorno all’altro senza una spiegazione. Tutti sanno quanto amasse il suo lavoro, seppur macabro per alcuni. Eppure è svanita nel nulla. L’unica a poter scoprire qualcosa sembrerebbe Onda ma lei non riesce a vederla. E perchè Fortuna ha lasciato quel che resta della sua famiglia?

Ho trovato Acquanera un romanzo particolare e anche molto bello, contro ogni aspettativa. La storia dei doni delle tre donne, ognuna a loro modo essenziale per il paese, fa che la storia non sia mai noiosa. In un paese come Roccachiara urlare alla stregoneria è cosa semplice ma le stesse persone poi si recano da Elsa di nascosto. Chi per una gravidanza desiderata che non arriva, chi per un mal di stomaco, chi per guarire tagli e morsi di animali. Eppure, nonostante questo, le tre vengono additate ed evitate. Anche Fortuna che si presenta come una bambina normalissima agli occhi della gente. Ed è Fortuna colei che chiude il cerchio di questa generazione maledetta. Elsa, cresciuta da Clara, ha imparato tutto sulle erbe e sui medicamenti. Onda ha fatto diventare il suo dono una maledizione, le persone morte continuano a tormentarla per tutta la vita fin dal ritrovamento di quella bambina congelata. Fortuna si ritrova ad essere la figlia indesiderata e desiderosa di amore. Amore che trova in Luce, l’unica persona a parte Elsa che sembra tenere a Fortuna. Ma Luce vive in uno stato pietoso, con vestiti troppo piccoli, in una casa fatiscente, con una madre pazza e un padre che non ha accettato che fosse Luce e non Federico a sopravvivere al tifo. Ma Luce ama di quell’amore in cui credono i bambini, quello puro e indissolubile, quello incondizionato che una madre prova per un figlio. E’ Luce che protegge Fortuna dalle compagne di classe, è sempre Luce a farla sentire importante, ed è sempre Luce che fa andare al posto giusto tutti i tasselli della sconclusionata vita di Fortuna. Luce con il suo lavoro al cimitero, Luce con quell’affetto infantile, Luce che scompare senza un motivo.

Finchè hai qualcuno che ti ama non muori mai.

Se avessi potuto scegliere spontaneamente di leggere Acquanera non penso che lo avrei scelto, sempre per il motivo che evito accuratamente gli scrittori italiani. Fortunatamente non è stato scelto da me e ringrazio sia Daniela di Un libro per amico, sia Valeria di LeggendoViaggiando per avermi spinto a leggerlo. Ho trovato il romanzo intenso, scorrevole e avvincente. Il personaggio che ho amato di più è stato Onda. Nonostante appaia come una persona superficiale, che non si affeziona e che preferisca i morti ai vivi Onda è una donna fragile. Quello che sarebbe dovuto essere un dono per lei diventa una maledizione, si fa risucchiare nella vita dei morti non riuscendo più ad uscirne per apprezzare i vivi. Nemmeno quando Fortuna le offre la possibilità di vivere una vita senza morti, Onda la respinge. Esattamente come il suo nome le impone di fare. E’ scostante, è innamorata ma non vuole vivere con il suo amato, vuole vivere ma preferisce avere a che fare con i morti che però non le danno tregua. Questi morti che lei vorrebbe aiutare ma che invece la buttano sempre più giù, la deprimono, la mangiano dall’interno. Se in un primo momento voleva sfruttare il suo dono per aiutare le persone (vive), dopo il ritrovamento di quella bambina congelata si ritrova a dover fare i conti con il suo dono. Non è un dono che puoi gestire, non si possono svegliare i morti e fare finta di niente, non si possono aprire portali verso un mondo sconosciuto e non rimanerne turbati.

4 stelle

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