Artemis. La prima città sulla luna

Artemis. La prima città sulla lunaArtemis. La prima città sulla luna

Jazz Bashara è una criminale. O qualcosa di molto simile. La vita su Artemis – la prima città costruita sulla Luna – può essere davvero difficile a meno di non essere molto ricchi. Ma Jazz non ha un sostanzioso conto in banca e si deve barcamenare tra piccole truffe e affari di contrabbando, visto che con il suo stipendio ufficiale riesce a malapena a pagare l’affitto. Per di più, ha dei progetti ambiziosi e per realizzarli le serve del denaro. Un bel po’ di denaro. Così, quando le si presenta l’opportunità di mettere a segno un grosso colpo che le consentirebbe di sistemarsi una volta per tutte, Jazz, nonostante gli evidenti rischi, decide di non tirarsi indietro. La ricompensa è una cifra da capogiro, ma l’impresa si rivela più pericolosa del previsto e lei si ritrova invischiata in una spirale di intrighi e cospirazioni letali. E a quel punto la sua unica possibilità di salvezza sarà rischiare il tutto per tutto, ben sapendo che in gioco non ci sono solo i suoi sogni di riscatto, ma il destino stesso di Artemis…

Recensione

Jazz è un’abile contrabbandiera su Artemis, la prima città sulla Luna. Si tratta di una piccola realtà, dove tutti conoscono tutti e dove i segreti difficilmente restano tali. Quando però per Jazz si presenta l’occasione di un colpo grosso non esita ad accettare. Un milione di slug le danno un milione di ottimi motivi per non indagare oltre ma Jazz non sa contro chi si sta mettendo. Inizia così una corsa contro il tempo sia per salvare se stessa sia per salvare tutta Artemis.

Chi ha seguito con me il gruppo di lettura sa che non ho amato il personaggio di Jazz ma che l’ho ritenuta una piccola arrogante che merita solo calci nei denti. Verso la fine mi son dovuta in parte ricredere, sicuramente ha coraggio da vendere ed è una che non si perde d’animo ma… è irritante in ogni caso!

Mettiamoci anche che la fantascienza non è esattamente il mio genere preferito e otterrete una combo decisamente particolare. Fatto sta che è un romanzo che si legge in poco più di un giorno, ci si perde in alcuni tecnicismi secondo me superflui perchè non li capisco mentre chi li adora non può farne a meno.

L’unico personaggio che davvero ho apprezzato dall’inizio alla fine è Martin Svoboda. Me ne sono innamorata all’istante, che ci volete fare? Sarà l’aria da secchione, la sua inettitudine con le donne o la sua timidezza… non lo so ma mi ha conquistata.

Artemis è un libro tutto sommato leggero, sempre sorvolando su alcune pagine tecniche, che non ti annoia anche se non è il tuo genere preferito. Certo è che non mi butterò tanto presto su un altro fantascientifico anche se leggere le gesta della Luna e alcune nozioni su gravità, sole che ti arrostisce e ossigeno mi hanno incuriosita.

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