L’avvocato canaglia

L'avvocato canagliaL’avvocato canaglia

“Non sono il tipico avvocato. Non ho un bell’ufficio con mobili di mogano e poltrone in pelle. Non appartengo a uno studio legale, prestigioso o meno. Non faccio opere di bene per l’ordine degli avvocati. Sono un lupo solitario, una canaglia che si batte contro il sistema e odia le ingiustizie…”

Non si può certo dire che Sebastian Rudd sia un avvocato come tutti gli altri. Non possiede uno studio vero e proprio, ma il suo ufficio si trova a bordo di un grande furgone nero blindato dotato di vari comfort – wi-fi, un frigorifero pieno di superalcolici, delle comode poltrone e un buon equipaggiamento di armi. Non ha soci in affari, ma accanto a lui c’è sempre un uomo, che lui chiama Partner, armato fino ai denti, che gli fa da autista, guardia del corpo, confidente, impiegato e caddy, quando gioca a golf. Sebastian ha anche una ex moglie che non smette mai di procurargli guai e un figlio piccolo che non vede tanto quanto vorrebbe. Sebastian Rudd difende i peggiori criminali, i casi disperati, in poche parole tutte quelle persone che nessun avvocato si sognerebbe di avvicinare. Insomma, fa il lavoro sporco. Ritiene che ognuno abbia diritto ad avere un processo equo, anche a rischio di diventare lui stesso il bersaglio dei suoi assistiti e di essere costretto a sua volta a usare metodi poco ortodossi. Sebastian odia le ingiustizie, detesta i poteri forti e si prende gioco delle istituzioni. Narrato in prima persona, L’avvocato canaglia racconta la vita professionale e privata di un vero anticonformista, un uomo sarcastico, eccessivo, arrogante, scaltro, ma molto umano, uno dei personaggi più riusciti dei romanzi di John Grisham.

Mi chiamo Sebastian Rudd e, anche se sono un noto avvocato di strada, non vedrete mai il mio nome strillarvi in faccia dalle pagine gialle, né lo vedrete sui cartelloni pubblicitari o sulle panchine alle fermate degli autobus. Non pago per andare in televisione, anche se ci finisco spesso.

Sebastian Rudd. Un avvocato di strada, un avvocato canaglia come spesso si definisce. Il romanzo è narrato in prima persona e ci porta attraverso alcuni casi di Rudd. Alcuni di questi sono semplici e banali, altri vi sorprenderanno, altri ancora diventeranno anche la vostra causa. Il lavoro di Sebastian non è semplice. Lui è un avvocato scomodo, di quelli che cercano la verità ma anche di quelli che fanno tutto ciò che è in loro potere per salvare il proprio cliente.

Il mio lavoro è stratificato e complesso e, al stesso, molto semplice. Vengo pagato dallo Stato per fornire una difesa di prima classe a un imputato accusato di un delitto che comporta la pena capitale e questo mi obbliga a combattere, a lottare con le unghie e con i denti e a scatenare l’inferno in un’aula di tribunale dove nessuno mi ascolta.

E’ il caso di Doug Renfro e sua moglie. La coppia vive in Città e il loro vicino di casa è un piccolo spacciatore con qualche abilità informatica. Per un anno intero si infiltra nella rete internet dei vicini per spacciare la sua droga nel dark web e la polizia si convince che a spacciare sia in realtà l’uomo. Decide quindi di fare irruzione nel bel mezzo della notte senza dare possibilità all’uomo di spiegarsi. Durante l’irruzione vengono sacrificati i due cani che hanno la colpa di aver abbaiato, quando Doug sente gli spari immagina che dei malintenzionati siano entrati in casa. Inizia un conflitto a fuoco dove viene ferito un agente e perde la vita Ketty Renfro. Si suppone quindi che i poliziotti, dopo aver appurato che i Renfro non c’entravano nulla con lo spaccio di ecstasy, paghino per l’omicidio della donna. E invece no, perchè sarà Renfro che verrà incriminato per lesioni nei confronti di un poliziotto. Ed è qui che entra in gioco il nostro avvocato e sferrerà un’offensiva degna di un premio.

Non faccio opere di bene per l’ordine degli avvocati. Sono un lupo solitario, una canaglia che si batte contro il sistema e odia le ingiustizie.

Perchè è questo che fa un avvocato, anche se si tratta di un avvocato che rasenta sempre la legalità e che non si preoccupa di offrire bustarelle alle persone giuste per forzare il sistema. E questo suo atteggiamento Sebastian deve averlo anche nei confronti della ex moglie, Judith. Un’arpia della peggio specie che ha escluso dalla vita di suo figlio il padre. Ok, forse Sebastian non sarà il padre dell’anno nè ora nè mai ma Judith è la tipica donna da prendere a badilate sui denti. Come se non bastasse la relazione tra i due non è facile, lei lo ha lasciato per un’altra donna che ha poi lasciato dopo la nascita di Starcher.

Ma parliamo dei personaggi nel dettaglio. Sebastian rischia la vita spesso per il suo lavoro quindi si avvale di una guardia del corpo che fa da spalla, da autista e da tuttofare. Partner è un omaccione, ex galeotto, salvato per la rotta della cuffia da Sebastian. Dal momento della sua assoluzione diventa l’ombra dell’avvocato oltre che un paralegale diplomato. Entrambi girano armati, su un suv nero che funge da ufficio con vetri antiproiettili e tutte le protezioni del caso. Judith come ho detto è un’arpia. Bella da mozzare il fiato, avvocatessa anche lei ma specializzata nelle cause gay e il suo studio vanta solo donne omosessuali e più agguerrite che mai. Ogni scusa è buona per trascinare Sebastian in tribunale ma fortuna vuole che ogni volta vinca lui. E infine Sebastian. Capello lungo, atletico e spavaldo al punto giusto. Un padre mediocre appassionato di cage fighting e senza uno straccio di amico tranne Partner.

Un avvocato eterossessuale con un bel vestito e qualche soldo in tasca attira parecchi sguardi da parte delle signore non sposate, e anche da parte di quelle sposate. Se volessi stare al gioco, se ne avessi il tempo e la voglia, potrei fare strage di queste femmine.

Ora, io non voglio fare polemica ma Sebastian si crede fin troppo bello. Non so per quale motivo questi nostri eroi debbano avere per forza il capello lungo. Il capello lungo sta bene ad Aragorn, sta bene a Thor (benedica), sta bene a Legolas. Ma non a tutti! Il capello lungo su un uomo a me non piace. Mi sa di sporco anche se probabilmente han più cura loro che noi donne. Detto questo mi chiedo, perchè? Non esistono più gli uomini di una volta? Capello corto e pelo al posto giusto? No, l’eroe del momento è una versione di Raperonzolo casereccia.

John Grisham con L’avvocato canaglia si rivela ancora una volta un professionista del suo settore oltre che un bravissimo scrittore. Ha la capacità di tenerti incollato al romanzo fino alla fine, con colpi di scena e segreti del mestiere che ti fanno anche sorridere. Pensare come sia semplice ottenere favori in cambio di soldi o mettere sotto pressione un informatore è un lavoro che solo un avvocato di strada potrebbe fare. E senza preoccuparsi delle conseguenze tra le altre cose! La particolarità di Grisham è proprio quella di mettere nero su bianco la sua arte di avvocato prima e quella di scrittore poi. Ottimo lavoro John!

4 stelle

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