Bianca come il latte, rossa come il sangue

biancaBianca come il latte, rossa come il sangue

Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c’è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande. Bianca come il latte, rossa come il sangue non è solo un romanzo di formazione, non è solo il racconto di un anno di scuola, è un testo coraggioso che, attraverso il monologo di Leo – ora scanzonato e brillante, ora più intimo e tormentato -, racconta cosa succede nel momento in cui nella vita di un adolescente fanno irruzione la sofferenza e lo sgomento, e il mondo degli adulti sembra non aver nulla da dire.

L’unico motivo per cui ho iniziato a leggere Bianca come il latte, rossa come il sangue è stato perchè nel film il Sognatore è impersonato dal mio amatissimo Luca Argentero. Non ho letto recensioni super positive ma finalmente un libro è riuscito a stupirmi positivamente nonostante le critiche non fossero poi così omogenee.

Mi sono innamorata un po’ anche io di Leo, il protagonista insieme a Silvia e Beatrice, del primo romanzo di Alessandro D’Avenia. Ammetto che la scrittura è stata scorrevole anche se il Kindle ha deciso di impaginarlo come gli pareva. Ergo leggerò altre opere dell’autore. La storia è piuttosto triste se la si vede solo per quello che è ovvero una liceale dai capelli rossi piena di vita che viene colpita da uno dei tumori più duri a morire: quello del sangue. Leo è perdutamente innamorato della bella Beatrice, protagonista indiscussa di tutta la storia, e per lei sarà disposto a donarle il sangue, rompersi qualche osso, marinare la scuola e infine scoprirsi innamorato di Silvia che contraccambia.

Ma parliamo dei personaggi nel dettaglio. Leo, sedici anni. Innamorato di Beatrice come detto sopra. Soprannominato il Pirata ah un migliore amico di nome Niko e un cane dal nome improbabile di Terminator. Niko e Leo hanno in comune le passioni per il calcio, le ragazze e la musica. Migliore amica di Leo, Silvia. Leo è uno di quei ragazzi che vorremmo incontrare tutte, almeno nella nostra adolescenza. Uno di quelli che ti fanno battere il cuore, che ti dedica serenate, che ti porta nei posti segreti e li fa diventare tuoi. Probabilmente adesso riderei di lui perchè sarei troppo imbarazzate da tutte quelle cose che mi aspettavo quando avevo la metà dei miei anni (a buon intenditor, poche parole).

Beatrice. Lei è rossosangue. Lei è l’amore della vita di Leo. Per lei, Leo marinerà la scuola, donerà il sangue, si romperà un polso per portarle una lettera che alla fine non gli consegnerà mai. Beatrice ha diciassette anni e ha la Leucemia. A scuola tutti ne parlano e Leo si sente impotente davanti a questa malattia del sangue finchè un giorno si dichiarerà a Beatrice. Beatrice però è molto chiara con lui dicendo subito che lei sta morendo. La malattia di Beatrice è bianca. La paura è bianca.

Silvia. Sedici anni anche lei, compagna di classe e migliore amica di Leo. E’ lei a scrivere le lettere per Beatrice, è lei che porta Leo a conoscerla ed è sempre lei a ferirlo di più nel momento in cui invece aveva più bisogno. E’ innamorata di Leo, lo si capisce dal primo momento che vien nominata come la sua stella, la sua ancora, il suo punto fermo. Alla fine avrà la sua rivincita perchè come si sa, l’amore vince su tutto. Silvia è azzurra.

Nel complesso devo dire che questo libro mi ha emozionata perchè non riesco nemmeno ad immaginare come si possa andare avanti sapendo di aver poche possibilità di vivere. Ammiro Beatrice, la sua forza d’animo, il suo aggrapparsi a qualunque cosa per non sprofondare e posso capire la fatica che può costarle chiedere aiuto quando tutto sembra perduto. E ammiro Leo perchè vive anche per lei. Vive per darle quello che non potrà mai più avere. Beatrice lo sa, lui anche.

Bianca come il latte, rossa come il sangue è un libro che vi stra consiglio. E’ scritto bene, ha una bella storia e non mancano spunti di riflessione anche per chi non è più un adolescente. E son d’accordo con Leo, la paura è bianca! Bianca come solo la paura adolescenziale può essere, bianca come una parete che non aspetta altro che di essere riempita di nero e di rosso e di azzurro, bianca come una nuvola che si allontana con un colpo di vento. Bianca.

E in fondo Beatrice è bianca come il latte, rossa come il sangue.

#2015readingchallenge

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