Canto di Natale

Canto di NataleCanto di Natale

Ebenezer Scrooge, arido e spilorcio finanziere londinese, odia il Natale. Lo considera – anzi – tempo perso, un ostacolo al proprio arricchimento. Ma la notte della Vigilia, dopo una giornata passata alla scrivania senza nulla concedere all’atmosfera festosa che lo circonda, riceve la visita di tre spiriti: del Natale passato, presente e futuro.

Nel corso di un fantastico viaggio che farà rivivere a Scrooge tutte le tappe della propria vita e intravedere un ben misero avvenire, gli spiriti riusciranno ad aprire i suoi occhi a sentimenti di generosità e amore.
Il Canto di Natale non è però solo una favola a lieto fine. È anche uno degli esempi meglio riusciti di critica sociale di Dickens, oltre che una delle più famose e commoventi storie sul Natale.

Recensione

La primissima volta che mi sono approcciata a questa storia ero in seconda  o terza media e lo avevamo letto in inglese. Ai tempi me la cavo decisamente meglio con la lettura in lingua mentre ora ho difficoltà inimmaginabili.

Tutti conosciamo a grandi linee la storia di Ebenezer Scrooge, il suo cinismo e l’avarizia. Scrooge odia il Natale e odia chiunque lo festeggi ma una notte il fantasma del suo amico Marley lo avverte che riceverà la visita di tre fantasmi: passato, presente e futuro. Inizia così un viaggio nella vita del personaggio di Scrooge che lo porterà a rivalutare il Natale.

Come in molti dei testi scritti da Dickens, troviamo una morale anche in questo racconto. La povertà di alcune persone rispetto alla ricchezza di altre, l’odio profondo per una festività cristiana e la redenzione finale.

Mi sono approcciata al Canto di Natale in modo diverso dalla prima volta. Non mi vergogno ad ammettere che era dalle medie che non lo prendevo in mano e che non l’avevo ancora letto in italiano. Non mi era piaciuto allora e non mi è piaciuto ora. È una storia a suo modo a lieto fine ma il personaggio di Scrooge per me è un personaggio che non cambia mai. Sì, i fantasmi gli mostrano una vita diversa ma in fondo in fondo secondo me il suo carattere resta quello.

È una persona orribile, insensibile e priva di empatia. La sua unica preoccupazione è se stesso, l’unica persona il cui pensiero valga è il suo. Per fortuna si legge piuttosto velocemente.

Lo stile di Dickens, che avevo riscontrato con la lettura inglese e poi italiana di Oliver Twist non mi piace. È uno stile pedante, noioso. Mi aspettavo di trovare qualcosa di più in questo Canto di Natale.

#2017readingchallenge


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