Carrie

1. Carrie - Stephen KingCarrie

Carrie è un’adolescente presa di mira dai compagni, ma ha un dono. Può muovere gli oggetti con il potere della mente. Le porte si chiudono. Le candele si spengono. Un potere che è anche una condanna. E quando, inaspettato, arriva un atto di gentilezza da una delle sue compagne di classe, un’occasione di normalità in una vita molto diversa da quella dei suoi coetanei, Carrie spera finalmente in un cambiamento. Ma ecco che il sogno si trasforma in un incubo, quello che sembrava un dono diventa un’arma di sangue e distruzione che nessuno potrà mai dimenticare. Dal romanzo è tratto il film “Lo sguardo di Satana”.

Era il lontano 1974 e Stephen King, su insistenza della fedele moglie Tabitha, pubblicava il suo primo libro dal titolo Carrie. Di certo nessuno si aspettava che la carriera del Re decollasse così velocemente proprio perchè l’autore stesso non era convinto della sua opera. Per fortuna però ha sfidato la sorte, regalandoci ogni volta un capolavoro.

Chamberlain, Maine. Carrie è un’adolescente emarginata da tutti, tiranneggiata dalla madre e presa in giro da tutta la scuola. Ha il dono della telecinesi, dono che viene reputato dalla madre fanatica un segno del diavolo. Durante l’ora di ginnastica Carrie ha la sua prima mestruazione e le compagne, come da copione, non perdono occasione per deriderla. Tornata a casa la situazione non è migliore per la nostra protagonista. La madre, convinta che la figlia sia figlia del diavolo, la punisce nuovamente. Il giorno successivo le compagne che l’han derisa vengono obbligate a passare del tempo con la ragazza pena l’esclusione dal ballo studentesco. L’unica ad opporsi è Christine, la più crudele di tutte. Tra le ragazze non cambia niente tranne che per Sue, che si sente in colpa per quel che è successo e vuol rimediare convincendo il fidanzato Tommy a portare Carrie al ballo. Destino vuole che conoscendosi, Tommy inizia ad innamorarsi di Carrie e questo fa infuriare ancora di più Christine che decide di giocare un ultimo scherzo alla coppia. Scherzo che per altro riesce benissimo, portando alla morte di Tommy e alla vendetta meditata da tempo dalla giovane Carrie.

Che dire di questo esordio del Re? Intanto possiamo dire che affronta temi quanto mai attuali come il bullismo e l’emarginazione. In secondo luogo posso dirvi anche che per me si è trattato di affrontare uno stile del tutto nuovo dell’autore. Ho letto altri libri di King, più recenti. Si tratta di uno stile simile ma non uguale, l’alternarsi del racconto o dei ritagli di giornale saltando dalla storia reale e da quella fittizia fa sembrare il romanzo a volte noioso. Più che noioso però lo definirei confusionario. Si fa fatica a star dietro ad alcuni passaggi infatti. I personaggi hanno già lo spessore tipico dei personaggi di King.

Le descrizioni degli stati d’animo piuttosto che dalla situazione che li circonda rende il tutto più reale, quasi tangibile. Tra tutti i libri letti di King, pochi rispetto a quelli scritti, è quello che mi è piaciuto meno. Forse proprio perchè lo stile era ancora acerbo, forse perchè abituata alle storie e alla narrazione più recente. Certo è che ogni suo romanzo è un piccolo capolavoro, degno di essere letto anche solo per il nome di chi lo firma. E’ come un marchio di fabbrica, tutto sommato. Una garanzia, del tipo soddisfatti o soddisfatti. Non si può restare completamente delusi da Stephen King, nemmeno con il suo romanzo d’esordio.

3 stelle

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