Colpa delle stelle

Colpa delle stelleColpa delle stelle

Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

Ho iniziato a leggere Colpa delle stelle dietro suggerimento di mia sorella che ha visto il film al cinema. Me lo ha piazzato nella categoria Un libro che ti ha fatto piangere. Ed è stato così. E’ vero anche che ultimamente sono diventata una mammoletta ma l’alternativa a questo era Braccialetti Rossi e non mi sarei scostata tanto dalla tematica nè dalle lacrime. Colpa delle stelle è un libro toccante, strepitoso e pieno di quegli stereotipi che ci inducono a provare pietà per una persona malata. Ma non dovrebbe essere così. I protagonisti, Hazel e Augustus, hanno un amico di nome Isaac che ha un occhio di vetro e perderà anche l’altro a causa di un possibile tumore diventando cieco. Nonostante questo i tre si scambiano battute anche poco delicate se le facessero delle persone sane ma è proprio questa la particolarità di queste persone. Sono malate e ne sono consapevoli ma cercano di vivere al meglio, sperando in una vita lunga o almeno in una vita il più normale possibile per tre ragazzini malati terminali. Credetemi, io non ho visto il film, ma il libro merita di essere letto. Colpa delle stelle è uno di quei libri che ci insegnano che dovremmo accettare la diversità senza giudicare, senza che sia implicita la pietà o la commiserazione. D’altronde a nessuno piace ammalarsi, figurarsi se piace a dei ragazzini di 16 anni sapere che da lì ad un mese potrebbero non farcela.

La storia di Hazel a Augustus poi.. che dire. Lui mi ha fatto ridere per metà libro, con le sue battute e la sua voglia di vivere. Per l’altra metà ho pianto come una bambina ma non riuscivo ad accettare il suo destino, un destino che credevo fosse riservato ad Hazel essendo lei la malata peggiore. Detto questo cari lettori, vi consiglio vivamente di leggerlo.

Un libro che ti ha fatto piangere

#2015readingchallenge

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