Eppure cadiamo felici

Eppure cadiamo feliciEppure cadiamo felici

L’esordio di professore che ha conquistato la rete e il cuore dei giovani. Un romanzo su quel momento in cui le emozioni non fanno più paura.

«Sai perché mi scrivo sul braccio tutti i giorni quelle parole, “la felicità è una cosa che cade”? Per ricordarmi sempre che la maggior parte della bellezza del mondo se ne sta lì, nascosta lì: nelle cose che cadono, nelle cose che nessuno nota, nelle cose che tutti buttano via.»

Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un’estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l’appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire.

Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l’amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova.

Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi.

Ci sono storie capaci di toccare le emozioni più profonde: Eppure cadiamo felici è una di quelle. Enrico Galiano insegna lettere ed è stato nominato nella lista dei migliori cento professori d’Italia. I giovani lo adorano perché è in grado di dare loro una voce. Grazie al suo modo non convenzionale di insegnare, in breve tempo è diventato anche un vero fenomeno della rete: ogni giorno i suoi post su Facebook e i suoi video raggiungono milioni di visualizzazioni. Un romanzo su quel momento in cui il mondo ti sembra un nemico, ma basta appoggiare la testa su una spalla pronta a sorreggere, perché le emozioni non facciano più paura.

Recensione

Sapete quanto io sia scettica quando si tratta di autori italiani ma questa volta devo ammettere che, se non fossi stata obbligata, probabilmente mi sarei persa un piccolo capolavoro. Quindi grazie Laura! Ma ora torniamo a noi… e a Gioia!

Mai nome fu più… come dire… inopportuno? Sì perchè Gioia, 17 anni, non ha mai vissuto davvero e di gioioso nella sua vita c’è molto poco. Almeno fino a quando, dopo l’ennesima lite tra i genitori, scappa di casa e si ritrova davanti ad un bar in compagnia di un ragazzo poco più grande di lui dal nome improbabile di Lo. Per Gioia tutto acquista colore, inizia un cambiamento che prima non riteneva possibile, fino a che Lo non scompare misteriosamente. Riuscirà Gioia a trovarlo e a scoprire il segreto sulla sua sparizione?

«Signorina, chi non si fa mai domande stupide non è una persona intelligente.»

I primi capitoli sono volati, in cerca di un senso che non riuscivo a trovare. Gioia non è un personaggio particolarmente brillante, chiusa in se stessa e con l’amica immaginaria Tonia che ha persin più carattere della protagonista. Continuando a leggere però ti affezioni a lei, ti immedesimi e inizi a soffrire con lei e a ridere con lei. Alzi persino gli occhi al cielo alle frecciatine di Tonia… e poi c’è Lo.

Sto stupido Articolo Determinativo che ci fa preoccupare e che alla fine ci fa un po’ innamorare di lui e della sua storia. Perchè oltre ai personaggi è la storia che c’è dietro ad ognuno di loro che rende Eppure cadiamo felici quello che è. E che è, direte voi?

Un libro bellissimo, emozionante, divertente e profondo. L’unica pecca secondo me è data da un piccolo dettaglio. Ad un certo punto della storia Gioia viene “accusata” di vedere persone che non esistono, come Tonia. Ma una volta scoperto che invece non è così? Nel romanzo non se ne parla, non si parla della situazione della famiglia… è come se non avesse più importanza.

Ma è un dettaglio su cui si può tranquillamente sorvolare per godersi davvero un bel libro.

#2017readingchallenge


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