Era di maggio

Era di maggioEra di maggio

“Mettilo agli atti, Italo. In una notte di maggio, alle ore una e dieci, al vicequestore Rocco Schiavone piomba addosso una rottura di decimo grado!”. Gli agenti del commissariato di Aosta, che stanno imparando a convivere con la scorza spinosa che ricopre il suo cuore ferito, scherzano con la classifica delle rotture del loro capo, in cima alla quale c’è sempre il caso su cui sta indagando. Ma Rocco è prostrato per davvero. Una donna è morta al posto suo, la fidanzata di un amico di Roma, “seccata” da qualcuno che voleva colpire lui. E quando esce dalla depressione si butta sulle tracce di quell’assassino tra Roma ed Aosta, scavando dolorosamente nel proprio passato, alla ricerca del motivo della vendetta, un viaggio nel tempo che è come una ferita che si apre su una piaga che non ha ancora smesso di sanguinare. Però le rotture sono solo cominciate: un altro cadavere archiviato all’inizio come infarto. Un altro viaggio che si inoltra stavolta nel presente dorato della città degli insospettabili. In questo quarto romanzo, prosegue la serie dei polizieschi scabri, realistici e immersi nell’amara ironia di Rocco Schiavone. Ma in realtà, attraverso le diverse avventure di un poliziotto politicamente scorretto, si svolge un unico racconto. Il racconto della vita di un uomo che si scontra con la impunita e pervasiva corruzione del privilegio sociale, nel disincanto assoluto dell’Italia d’oggi.

Rocco è ancora alle prese con l’ultimo caso quando la sua routine viene interrotta brutalmente. Non è una semplice rottura di decimo grado, questa volta è una questione personale. Adele, fidanzata di uno dei migliori amici di Rocco, è venuta ad Aosta per fare un dispetto a Sebastiano ma trova la morte. Una morta sbagliata, l’obiettivo era Rocco. E come se non bastasse ecco un nuovo caso di omicidio che rischia di distrarre Rocco dalle indagini sulla morte di Adele. E’ ora di chiudere i conti con il passato, quel passato che ha cercato di seppellire per sempre ma che è tornato a bussare alla sua porta portando con sè un innocente.

Questo quarto romanzo di Antonio Manzini mi ha lasciato un profondo senso di vuoto. Sapevo della morte di Adele dalla serie TV ma un conto è vederla e un conto è stata leggerla. Mi aspettavo qualcosa di diverso? No, speravo solo non fosse triste come ricordavo. Sì, ho detto triste. Triste perchè la sua morte fa tornare a galla il passato che Rocco per dieci mesi ha cercato di nascondere, di dimenticare. Ma il dolore è proprio dietro l’angolo e per quanta volontà possa metterci, è costretto a tornare a casa per sistemare la faccenda. Chi può volerlo morto? Oh beh con il caratteraccio che si ritrova direi molte persone, tutte a Roma. Leggendo Non è stagione mi ero preparata a quello che sarebbe successo, sapendo che prima o dopo Rocco avrebbe dovuto fare i conti con quello che si era lasciato alle spalle per tornare a vivere. Perchè è questa la sensazione che ho avuto, quella di rinascita e di perdono. Niente potrà far tornare Marina in vita se non il ricordo costante del vicequestore, con cui intrattiene lunghi discorsi la sera. Con l’immancabile Lupa al fianco.

Era di maggio mi porta vicina all’ultimo romanzo della serie (per ora) dedicata a Rocco Schiavone. Devo ancora leggere l’ultimo ma già mi manca. E’ quel vuoto che solo un personaggio ben costruito come Rocco Schiavone può lasciarti. Quel brutto carattere, le sue rotture di coglioni di decimo livello e il musetto di Lupa mi mancheranno davvero tanto.

#2016bingoreadingchallenge

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: