Fine turno

Fine turnoFine turno

In un gelido lunedì di gennaio, Bill Hodges si è alzato presto per andare dal medico. Il dolore lo assilla da un po’ e ha deciso di sapere da dove viene. Ma evidentemente non è ancora arrivato il momento: mentre aspetta pazientemente il suo turno, infatti, Bill riceve la telefonata di un vecchio collega che chiede il suo aiuto, e quello della socia Holly Gibney. Ha pensato a loro perché l’apparente caso di omicidio-suicidio che si è trovato per le mani ha qualcosa di sconvolgente: le due vittime sono Martine Stover e sua madre. Martine era rimasta completamente paralizzata nel massacro della Mercedes del 2009. Il killer, Brady Hartsfield, sembra voler finire il lavoro iniziato sette anni prima dalla camera 217 dell’ospedale dove tutti pensavano che sopravvivesse in stato vegetativo. Mentre invece la diabolica mente dell’Assassino della Mercedes non solo è vigile, ma ha acquisito poteri inimmaginabili, tanto distruttivi da mettere in pericolo l’intera città. Ancora una volta, Bill Hodges e Holly Gibney devono trovare un modo per fermare il mostro dotato di forza sovrannaturale. E a Hodges non basteranno l’intelligenza e il cuore. In gioco, c’è la sua anima. Dopo Mr. Mercedes e Chi perde paga, King ha scritto l’atteso capitolo conclusivo della sua trilogia poliziesca, nella quale l’autore, come ci ha ormai abituato, combina il suo impareggiabile senso della suspense con uno sguardo lucidissimo sulla fragilità umana.

Recensione

Vi erano mancati Bill Hodges e la sua socia Holly Gibney?E Jerome e sua sorella Barabara? A me tantissimo, così ho recuperato alla grande Fine turno, terzo ed ultimo capitolo della trilogia dedicata appunto al detective Hodges. Mr. Mercedes e Chi perde paga ci hanno portato a conoscere un pazzo psicopatico, Brady Hartsfield, che nel 2009 ha tentato di sterminare i disoccupati in fila al City Center. Avendone ammazzati “solo” otto, un anno dopo ci riprova al concerto di un gruppo amato dalle teenager ma anche questa volta il suo piano salta e viene fermato per sempre dal Castigamatti impugnato da Holly. O meglio, questo è quello che noi pensiamo. Stephen King però è abile a depistarci e con Fine turno ci catapulta nella stanza 217 del Kiner…

Perché la ragazza l’ha sempre considerata un’amica nonostante i suoi tic, i suoi toc e via discorrendo.

Brady ha acquisito la telecinesi dopo essere uscito dal coma. Nessuno ci crede ma la realtà è davanti agli occhi di tutti. Il reparto lo considera un vegetale, uno che dovrebbe morire dopo quello che ha fatto ma che a morire non ci pensa nemmeno. E’ il suicidio-omicidio di una delle vittime del City Center a riportare Hodges sulla strada di Brady. Ma questa è l’ultima partita, sia per Brady sia per Bill. La verità è molto lontana da quel che sembra e a dirla tutta sembra anche un tantino assurda.

Holly gli risponde con un sorriso smagliante, che lo consola dell’aver sparato una palla colossale. E che, ovviamente, contribuisce a farlo sentire una merda umana.

Questo finchè non inizi a leggere Fine turno e torni nelle vie della città, nell’ufficio di Finders Keepers, al Kiner… Riprendere in mano il terzo capitolo della serie dopo tanti mesi dal secondo non è stato così difficile. E’ stato come riprendere il romanzo da dove si era interrotto, una normale prosecuzione di Chi perde paga.

Le prime pagine mi hanno fatto drizzare i peli sulle braccia e non scherzo. Rivivere la scena iniziale di Mr Mercedes, i morti e i feriti, descritti dai paramedici arrivati per primi è stato straziante. Lo so che è un romanzo ma non è niente di meno reale di quello che succede nel mondo realmente! Fatto sta che una volta iniziata la lettura non mi è stato possibile smettere fino a quando non si è concluso il romanzo.

Lo stile di King è superlativo, come sempre. Hodges e Holly sono i nostri eroi, speriamo e soffriamo con loro per tutte le oltre quattrocento pagine. Le facoltà telecinetiche di Brady passano in secondo piano se pensiamo a tutto quello che dovremo affrontare per arrivare alla conclusione del romanzo. I temi affrontati dall’autore sono sempre attuali e ahimè fin troppo reali e pericolosi.

Il suicidio è una follia contraria a qualsiasi istinto umano.

Se non avete ancora letto questa serie, credetemi, fatelo! Se invece l’avete letta, parliamone!

#2017readingchallenge

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