Granny Dan. La ballerina dello zar

granny danGranny Dan. La ballerina dello zar

Alla morte di Granny Dan, l’adorata nonna che cantava canzoni in russo e non amava parlare del passato, alla nipote restano come unici ricordi un vecchio paio di scarpette da ballo, un medaglione d’oro e un fascio di lettere. Ricordi di una vita fuori dal comune: ammessa nel 1902 alla prestigiosa scuola di danza di San Pietroburgo, Granny Dan divenne la danzatrice prediletta dello zar. Ma la guerra, una terribile malattia, un uomo straordinario e infine la Rivoluzione le imposero una scelta straziante…

Recensione

Era a Granny Dan che volevo più bene, ed era lei che mi mancava così disperatamente quel pomeriggio d’inverno. Se n’era andata da una settimana, a novant’anni.

 Alla morte della nonna, la nipote si trova tra le mani una scatola di legno logora. Al suo interno un paio di scarpette da ballo, un medaglione e un fascio di lettere. Lettere scritte in russo che raccontano la vita di Danina prima di arrivare negli Stati Uniti. Una vita iniziata nel 1902 presso una scuola di ballo che è diventata un rifugio per la giovane donna. Colpita da una gravissima malattia, Danina viene invitata dalla zarina in persona a soggiornare nei pressi dell’ospedale dove troverà l’amore che non sperava di trovare…

Non è il mio genere preferito. Anzi, di solito lo rifuggo. Ma si trattava di una lettura veloce che però ho protratto per almeno 3 giorni. La storia di Danina è caratterizzata dall’amore per la danza, dalla malattia, dalla guerra e dall’amore per un uomo. Un uomo sposato e con figli, pronto a rinunciare a tutto per lei. Tutta la vicenda ci viene narrata dal punto di vista di Danina, ci mostra quella che è stata la sua vita prima di arrivare nel Vermont.

Se la prima metà mi ha coinvolto subito, la seconda metà ho faticato a finirla. L’amore per la danza che diventa ossessione e la porta quasi alla morte è estrema. Non dubito che sia reale, anzi. La disciplina che richiede e che pretende è inimmaginabile. Danina, nonostante tutto, si è fatta amare anche da me. Per la sua ingenuità e la sua forza. Cosa che non ho trovato invece in Nikolaj.

Purtroppo lo stile della Steel non fa per me. Ho trovato troppe ripetizioni a ribadire quanto la danza fosse importante ecc… questa morbosità non mi è congeniale, mi spiace. E anche il finale mi ha lasciato con l’amaro in bocca. Arrivata quasi alla fine avevo intuito cosa sarebbe successo e che ho collegato con le prime pagine del romanzo. Ma, non so perchè, aspettavo un lieto fine o solo diverso.

#2017readingchallenge

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: