Hania. La strega muta

Hania. La strega mutaHania. La strega muta

Il Regno delle Sette Cime è in subbuglio nel secondo libro della trilogia di “Hania”.
È ormai di dominio pubblico che la principessa Haxen abbia protetto Hania, la figlia che l’Oscuro Signore ha concepito nel suo grembo, e che poi, aiutata dal figlio del fabbro, Dartred, sia riuscita a raggiungere la Valle degli Zampilli, dove si trova la fonte dell’Acqua Sacra. Certo, Dartred è stato catturato e adesso lo attende la forca per il tradimento di cui si è macchiato. Madre e figlia, però, non sono state ancora trovate e a quanto pare la bambina ha poteri malefici straordinari, oltre ad apparire più grande della sua età.
Ma la verità è ben altra.

Hania è sì, per metà, figlia dell’Oscuro Signore, ma per l’altra metà è umana e possiede libero arbitrio. Haxen attraverso la narrazione delle storie del Cavaliere di Luce è riuscita a far nascere in lei una coscienza. E alla fine la bambina ha scelto di difendere la madre, nella battaglia contro il Signore Oscuro.
Il mondo, però, non è pronto per capirlo, e madre e figlia devono ancora nascondersi. Naturalmente non prima di aver liberato Dartred…

Recensione

Torniamo nel Regno delle Sette Cime dove Haxen e sua figlia Hania sono ricercate. Al loro fianco il fedele Dartred che ha permesso ad Haxen di fuggire ma il Signore Oscuro ha occhi e orecchie ovunque e i tre sono costretti a fuggire di nuovo. Hania sa distinguere tra bene e male ma non sa con chi, oltre a suo padre, dovrà scontrarsi.

Come nel primo romanzo, Hania. Il cavaliere di luce, è proprio Hania a raccontarci la storia. La particolarità è che Hania, di fatto, è muta quindi noi leggiamo i suoi pensieri che non sempre son lusinghieri ma sicuramente molto divertenti. E mentre la guerra imperversa e la caccia ad Hexen e Hania si fa serrata, vediamo una crescita e una maturazione dei personaggi che non ci si aspetta.

Lei era muta e loro erano scemi.

Hania impara a riconoscere i colori e le parole, impara ad amare un’altra persona oltre a se stessa e impara ad opporsi al Signore Oscuro suo padre. E impara che per sopravvivere dovrà lottare. Ancora una volta Silvana De Mari è riuscita a tenermi incollata alle pagine.

Se state leggendo questo, chiunque voi siate, vuol dire che sono già crepato e probabilmente non di morte naturale, devo essermi fatto ammazzare come un idiota. Da un lato mi secca, dall’altro me ne vado da mio figlio, tutto sommato ne ho abbastanza di essere vivo in questo mondo accuratamente diviso tra malvagi e idioti. Spero che chi sta leggendo questa lettera non faccia parte del primo gruppo, sennò sono cavoli.

La sua scrittura non è mai noiosa, fa ridere e commuovere in egual misura. Tratta temi importanti e i suoi romanzi per ragazzi sono a mio avviso quelli scritti meglio che io abbia mai letto. Si contende il podio con Licia Troisi che però ha una scrittura diversa.

Hania. La strega muta è il secondo capitolo di una trilogia che io non vedo l’ora di terminare per poter consigliare al mondo intero. Una storia fatta di amore e di odio, di guerra e di pace, di dolore e gioia, di vita e di morte. Una storia che vi farà innamorare di Hania e dei suoi modi… poco principeschi!

La guerra era una spaventosa forma di intimità da cui era impossibile uscire puliti. Una guerra non la si faceva senza imparare un po’ di crudeltà dai crudeli, e un po’ di barbarie dai violenti.

#2017readingchallenge


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