I figli del male

I figli del maleI figli del male

Torna l’autore de IL BUIO DENTRO, con un nuovo intenso thriller, dove Damiano Valente, per scoprire la verità, dovrà scavare a fondo e tornare al 1950, nel suo Sud segnato dalla guerra e dal regime fascista.

In un continuo saltare fra passato e presente, Damiano Valente, si ritrova a dover indagare su una serie di omicidi apparentemente senza spiegazione. Ogni vittima ha un messaggio nascosto addosso e da quel che si legge, affiorano ricordi di un passato che non è abbastanza lontano e altrettanto dimenticato.

Nel frattempo il suo amico Flavio, impiegato a La Quiete, una clinica psichiatrica, sta seguendo, come psicologo il caso di Roberta, ragazza che da quanto è entrata è in uno stato catatonico e di lei non si sa molto, solo che è stata trovata e portata lì da una pattuglia. Sembra tutto normale ma in un attimo tutto può cambiare o scomparire.

Recensione

Torna in libreria e tra le pagine lo Sciacallo. Con questo secondo romanzo Antonio Lanzetta ci riporta a Castellaccio, nel Cilento, dove nuove inspiegabili morti porteranno a galla un passato torbido e inquietante.

Dopo l’Uomo del Salice Damiano Valente pensava di aver chiuso definitivamente con il passato. L’omicidio di Claudia è stato risolto ma nuovi omicidi lo costringeranno a ripensare a quel passato che invano cerca di dimenticare. Solo che questa volta il male ha radici profonde e misteriose e nessuno sarà mai pronto per affrontarlo.

Con I figli del male confermo la mia prima impressione sull’autore. Un romanzo scritto benissimo, che non annoia e che ti lascia con il fiato sospeso per tutto il tempo. Anche questa volta i salti temporali mi hanno confuso le idee, soprattutto all’inizio quando la storia non era ancora chiara.

Procedendo con la lettura però la matassa si srotola e la trama prende forma. Una forma inquietante, che si perpetra da circa sessant’anni e di cui nessuno poteva immaginare nulla. Non vi nego che in alcuni momenti della storia ho dovuto prendermi una pausa.

Scritto benissimo, forse anche meglio del primo, I figli del male ci racconta di Mimì da giovane, di Flavio e del buio che lo ha inghiottito. Le vittime di questo nuovo romanzo non sono ragazze innocenti ma pedofili che sicuramente hanno meritato la morte.

I personaggi principali restano quelli conosciuti ne Il buio dentro. Damiano, con le sue cicatrici e la gamba offesa. Flavio, con i suoi segreti e con quel senso di ingiustizia che fa di lui il giustiziere per eccellenza e De Vivo, il poliziotto che non ha paura di sporcarsi le mani e calare anche lui nel buio.

Inutile dirvi che mi auguro di leggere nuove indagini dello Sciacallo, lo stile dell’autore ti prende e ti coinvolge dalle prime righe. Poi, diciamocelo, trilogia o altro va bene tutto. L’importante è trovare di nuovo Damiano Valente nelle pagine di un nuovo romanzo!


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