Il baco da seta

Il baco da setaIl baco da seta

Quando lo scrittore Owen Quine scompare, sua moglie assume l’investigatore privato Cormoran Strike. Sulle prime crede che suo marito se ne sia andato per qualche giorno di sua volontà, come ha già fatto in passato, e vuole che Strike lo ritrovi e lo riporti a casa. Ma con il procedere dell’indagine di Strike appare chiaro che dietro la scomparsa di Quine c’è molto più di quanto sua moglie sospetti.

Lo scrittore ha appena terminato un manoscritto pieno di ritratti al vetriolo di quasi tutte le persone che conosce. Se fosse pubblicato, il libro rovinerebbe molte vite: perciò sono in tanti a voler zittire lo scrittore. E quando Quine viene ritrovato morto, brutalmente assassinato in circostanze bizzarre, Strike si trova in una corsa contro il tempo per capire il movente di un assassino spietato, diverso da tutti quelli che ha incontrato finora… Appassionante e ricco di colpi di scena, Il baco da seta è il secondo romanzo della serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la sua assistente, la giovane e determinata Robin Ellacott.

Recensione

Se la prima indagine di Cormoran letta ne Il richiamo del cuculo non mi aveva convinta pienamente, con Il baco da seta le cose non migliorano del tutto. Dopo il caso Lula Landry l’ufficio di Cormoran è diventato molto affollato, i clienti non mancano e lui ha potuto permettersi di assumere Robin. Ma tra un caso di tradimento e l’altro piomba come un macigno la scomparsa di uno scrittore, la cui moglie è decisa a ritrovarlo. Sono poveri, probabilmente non potranno nemmeno pagare l’investigatore ma il suo fiuto lo spinge ad accettare il caso.

Inizia così la caccia a Owen Quine, scrittore di un libro molto discusso dal titolo Bombyx Mori, che pare sia scomparso nel nulla. La verità è molto più complessa e toccherà a Cormoran con l’aiuto di Robin, Ilsa, Esca e il fratellastro Alexander.

Sai, Miranda, le persone si suicidano eccome, quando pensano che gli venga tolta la loro unica ragione di vita. Il fatto che gli altri pensino che la loro sofferenza sia ridicola non contribuisce a fargli cambiare idea.

In questo romanzo conosciamo più a fondo la storia dell’investigatore e la sua avversione per il padre, facciamo il tifo per Robin che ha intenzione di diventare socia di Cormoran e rendersi parte attiva nelle indagini, il nostro odio per Matt aumenta ad ogni pagina e intanto seguiamo le indagini che porteranno alla verità sulla scomparsa dello scrittore.

Lo stile è molto diverso dai libri di Harry Potter e ancora non sono convinta che mi piaccia questa scrittura. Trovo lo stile sempre molto lento, prolisso… come un susseguirsi di appostamenti ma senza giungere ad una fine. Quello che però trovo davvero irritante è che al lettore non viene data la possibilità di immaginarsi l’assassino o il colpevole di turno. Troppi personaggi e troppe storie che si intersecano tra di loro ma che non ci permette di andare oltre. Fino alla fine non ho avuto idea di chi potesse essere il responsabile della scomparsa di Quine e ad un certo punto non ne sono nemmeno più stata interessata.

È proprio un peccato perchè Il baco da seta ha una storia e dei personaggi interessanti. Speriamo nel terzo tentativo!

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