Il buio oltre la siepe

buioIl buio oltre la siepe

In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un “negro” accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.

Un classico che andrebbe letto almeno una volta nella vita, Il buio oltre la siepe, è un romanzo di quelli che ti sbattono in faccia una realtà che spesso tendiamo a dimenticare. Una storia sempre attuale quella del razzismo e dell’integrazione.

Mai come ora, Il buio oltre la siepe, si trova ad essere un romanzo più che mai attuale. Il personaggio di Atticus Finch è diventato il mio eroe fin dalle prime pagine. Un uomo leale, caparbio e di un’integrità fuori dal comune per l’epoca in cui vive. I figli, Scout e Jem, hanno lo stesso carattere dell’uomo. Per loro, tutti gli uomini e tutte le donne sono uguali, a prescindere dal colore della pelle. Lo dimostrano i fatti quando ad Atticus viene affidata la difesa di un “negro” accusato di violenza sessuale ai danni di una giovane bianca. L’avvocato riuscirà a dimostrare la sua innocenza ma l’epoca impone che un nero venga condannato ugualmente perchè ritenuto inferiore ad un bianco.

E non è forse quello che sta succedendo anche ai nostri giorni? Quanto razzismo è venuto fuori negli ultimi anni? Quanti ragazzi dalla scarsa intelligenza hanno riesumato vecchie bandiere fasciste senza sapere il significato del loro gesto? Quanti ragazzi prendono una posizione che non sanno mantenere solo per il gusto di farlo?

Il buio oltre la siepe è un romanzo che parla di razzismo ma anche di umanità, di lealtà, di comprensione e di progresso. Un piccolo passo per un futuro che si sperava fosse migliore. Invece mi rendo sempre più conto che invece di progredire stiamo regredendo tornando un popolo di ottusi e intolleranti. Invece di imparare dagli errori (e orrori) del passato continuiamo a ripeterli. Ma questa volta non ci sono giustificazioni: se i fascisti combattevano per un ideale, noi per cosa combattiamo? Per il gusto di farlo, ovviamente. Non siamo un popolo con ideali, giusti o sbagliati che siano. Nel 2015 c’è ancora chi non crede all’olocausto, alla segregazione razziale o alla tolleranza. Ma che cosa siamo diventati? In cosa crediamo?

Consiglio vivamente la lettura di questo romanzo, se non l’avete già fatto. Se invece l’avete già letto rileggetelo. E non dimenticate, mai.

Un romanzo classico

#2015readingchallenge

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