Il grande Gatsby

Il grande GatsbyIl grande Gatsby

Chi è il misterioso e ricchissimo vicino di casa di Nick Carraway, a West Egg? E perché passa tanto tempo a fissare quella piccola luce verde che brilla su uno dei moli dell’altra sponda della baia? Il filo conduttore del capolavoro di Francis Scott Fitzgerald è il sogno impossibile cullato da Jay Gatsby. L’ambizioso giovanotto, che ha saputo conquistarsi con tutti i mezzi, leciti e no, prestigio, ricchezza e rispettabilità, vuol far rivivere l’amore fiorito un tempo tra lui e Daisy che un giorno lo ha respinto, povero e senza prospettive, per sposare il rampollo di una delle grandi famiglie americane. Ma i sogni più sono belli e meno hanno la possibilità di avverarsi. E Jay Gatsby non solo non riuscirà a strappare Daisy a Buchanan, pur gettando sulla bilancia tutto il peso del suo fascino e del suo potere, ma finirà addirittura col cadere, vittima innocente, sotto i colpi di un marito tradito messo sulle sue tracce, per vendetta, dal perfido rivale. Al di là dei riferimenti autobiografici, “Il Grande Gatsby” è sopratutto il ritratto di un epoca in cui il mondo dei contrabbandieri di alcolici si mescolava allegramente con quello dei banchieri e delle ‘flappers’ dei “Roaring Twenties”, in attesa che la Grande Crisi seppellisse tutto sotto le macerie dell'”American Dream”.

Recensione

Bentrovati lettori! In queste settimane ci avete fatto compagnia leggendo con me, Valentina e Francesca un classico intramontabile, Il grande Gatsby. La storia è più o meno conosciuta, Jay Gatsby vive a West Egg vicino a Nick Carraway, nostra voce narrante. Nick ci racconta dal suo punto di vista quello che succede tra le parti coinvolte, i personaggi che man mano che la storia prosegue entrano a far parte dello spettacolo messo in piedi dal misterioso Gatsby.

Dal romanzo spicca un periodo letterario ben noto, il decadentismo. Argomento a me molto caro in quanto argomento all’esame di maturità con i vari Oscar Wilde e Dorian Gray. E alcuni tratti di Gatsby mi hanno ricordato proprio Dorian. L’ostentazione di una ricchezza inesistente, l’ipocrisia di quelli che si professano amici ma in realtà son schiavi del Dio Denaro, la falsità nei rapporti con le altre persone.

Pensavo che avrei apprezzato Il grande Gatsby proprio per questo motivo e invece per la maggior parte dei capitoli mi sono annoiata. A dare ogni tanto un po’ di colore alle vicende Daisy e Tom, impegnati nelle rispettive relazioni extraconiugali. Per il resto mi è sembrato tutto molto scontato e piatto. Anche Gatsby, che ricordavo come un uomo carismatico, dal romanzo mi è parso solo una persona sola e triste e questo viene ampiamente confermato alla sua morte.

Il personaggio di Nick invece mi è piaciuto di più. Leggere la storia attraverso i suoi, attraverso le sue sensazioni è stato piacevole. Si è posto delle domande, ha assistito a tradimenti e discussioni, restando in disparte ma senza scomparire del tutto. L’ho apprezzato sinceramente. Purtroppo non è successo così nella complessità del romanzo e mi dispiace molto.

#2017readingchallenge

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