Il metodo della fenice

Il metodo della feniceIl metodo della fenice

Novembre, il mese dei morti e della pioggia. La provincia di Valdenza è scossa dall’efferato omicidio di una giovane donna. Il suo corpo, nudo e parzialmente bruciato, viene trovato in una discarica abusiva sopra un cumulo di rifiuti. Precipitatosi sul posto, Casabona e i suoi scovano subito tracce utili. Troppe, e troppo facilmente. Anche il colpevole si fa trovare in fretta, in fondo a un lago, al volante della sua auto in seguito a quello che appare un fatale incidente. Ma Casabona non ci sta. C’è forse qualcuno che sta cercando di nascondere una storia scomoda e imbarazzante? Per venirne a capo, il commissario dovrà affondare le mani nel ventre molle della provincia italiana, dove l’unica cosa che conta è l’apparenza.

Recensione

La terza indagine del commissario Casabona si presenta a noi con due omicidi recenti e uno vecchio di quasi quarant’anni. Cosa avranno in comune? Tommaso è tornato a vivere negli alloggi della squadra mobile quando viene trovata una donna morta in una discarica. Le indagini portano subito al colpevole ma Casabona non è convinto. Pensa ci sia qualcosa sotto, ma cosa?

Il metodo della fenice è la terza e per ora ultima indagine che vede protagonista Tommaso Casabona. In questo capitolo scopriamo qualcosa di più sul commissario e approfondiamo le procedure investigative in uso. Anche questa volta ci troviamo a Valdenza, nella giurisdizione della squadra mobile di Casabona.

Viene approfondito il personaggio di Tommaso, facendo scoprire un lato di lui che nei primi due capitoli non era emerso. È caparbio ma segue le procedure, non è un uomo perfetto o privo di difetti ma è anche umile. È un uomo che sa fare il suo lavoro e i suoi sottoposti sanno di potersi fidare ciecamente. Quest’ultima indagine lo vedrà protagonista in tanti modi diversi e spero di rivederlo prossimamente.

Perché l’odio più feroce è spesso il rantolo velenoso di un amore ferito, oppure l’urlo di rabbia di un desiderio selvaggio e inappagato. L’amore è l’origine di ogni tragedia, l’ingrediente essenziale del bene e del male.

Il metodo della fenice si lascia leggere in un giorno, la scrittura è scorrevole anche se la storia questa volta è più delicata. Ma Casabona sa imparare dai suoi errori e saprà affrontare tutto a testa alta. Ma soprattutto ci stupirà sul finale, il che non è poco.

L’orrore brucia la sensibilità delle persone. Si perde la capacità di indignarsi, per non soffrire. Una forma di difesa estrema davanti al male.

#2017readingchallenge


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