Il mio Tempo di Libri

tempo di libri - Fiera MilanoIl mio Tempo di Libri

Si è conclusa il 23 Aprile la Prima Fiera dell’Editoria Italiana, detta anche Tempo di Libri. Quanti post avete già letto sull’argomento? Quante belle foto avete visto? Quante esperienze dal vivo avete vissuto attraverso i nostri post? Beh, da appassionati quali siamo non poteva certo mancare il resoconto finale. Ancor più che questa è stata la prima edizione che ha visto debuttare Milano come concorrente (ma anche no) del Salone di Torino.

Per quel che mi riguarda ci tengo a fare una precisazione. Non ho vissuto Tempo di Libri come un concorrente del Salone di Torino ma come qualcosa in più, accessibile a chi Torino resta scomodo. E vi dirò di più, non mi è dispiaciuta per niente! Si poteva camminare, agli incontri non ho visto la ressa che spesso trovo in quel di Torino e la compagnia era superlativa.

Perchè quello che le persone non capiscono è proprio questo. Le fiere, di qualsiasi tipo, son fatte dalle persone. Dalle persone che organizzano, certo. Ma anche da quelle persone che decidono di andare a quella fiera, quelle persone che sfruttano l’occasione per riabbracciare vecchie amiche e incontrarne di nuove.

Con questo spirito la mia sveglia, domenica 23 aprile, è suonata alle 6.15! Per fortuna la giornata era calda fin dalla mattina presto e tra un video di Laura e l’altro sono arrivata in stazione (con tre quarti d’ora in anticipo, non si sa mai). Speravo di incontrare qualcuno che facesse con me il viaggio, eccitata quanto me all’idea di perdersi tra gli stand e farsi tante tante risate.

Il mio arrivo a Rho Fiera

Il mio arrivo in stazione è stato puntuale e seguendo l’orda di gente che andava in fiera sono riuscita a non perdermi, cosa non da poco! Al mio arrivo poca gente e nell’attesa delle blogger con cui avevo appuntamento ho iniziato ad avviarmi tra gli stand.

Complice l’entrata anticipata fornitami grazie al Pass Press, ho potuto gironzolare in tutta tranquillità da Libraccio. Inutile dire che mi sarei portata a casa tutto, commessi compresi. Gentili e disponibili con la rompiscatole di turno, cioè me, mi hanno indicato dove trovare cosa. E qua ho fatto il mio primo acquisto, o meglio i miei primi acquisti!

Ho gironzolato tra gli stand di mio interesse comprando anche il secondo romanzo di Jamie Ford, trovato scontato e in edizione economica, sperando di incrociare Matteo Strukul e fargli così autografare il libro che mi trascinavo dietro da Torino. Ahimè non sono stata così fortunata e per un pelo non mi son persa anche il primo incontro, che in realtà erano due.

Barbara Bellomo e la sua Ladra di ricordi

Alle 11.30 iniziava l’evento dedicato a Barbara Bellomo per parlare del suo libro: La ladra di ricordi. Chi mi segue sa che l’ho letto tempo fa e potete leggere la recensione QUI! E appena arrivo chi incontro invece? Ma La Libridinosa in tutta la sua… altezza no, simpatia e magrezza? Beh insomma, un uragano vestito di rosso che mi ha stritolata nonostante i nostri trascorsi fossero stati turbolenti. Ma noi, che siamo donnine mature e per bene, ci siamo parlate e – UDITE UDITE – non ci siamo insultate!!!

Mi cede il suo posto perchè ha visto che se mi fossi seduta a terra sarei ancora là in attesa di riuscire ad alzarmi! E sono iniziate le presentazioni, ovviamente. E fu così che conobbi Dio, all’anagrafe Laura/La biblioteca di Eliza, la Ropolo che con il blog ha perso il nome, la Bacci, Lea e alla fine anche la bellissima Barbara Bellomo!

Dopo aver gironzolato per gli stand in attesa di trovare il suo libro che ancora non avevo, l’ho comprato all’inizio dell’incontro registrando l’intervista che ogni tanto mi ascolto (tutto normale, lo faccio anche con quella di Alice). Alla fine dell’incontro, andando incontro a Barbara per l’autografo, mi sento inserita nello staff “sponsor ufficiali”. Mi son sentita per una volta parte di qualcosa che andasse ben oltre le mie aspettative e tutto questo non per merito mio, o non solo. Se fossi stata sola probabilmente non mi sarei nemmeno osata avvicinarmi ad una donna così, non volendo disturbare e convinta che sicuramente sarei stata una scocciatura. Oh come mi sbagliavo!

Rincorrendo Matteo Strukul

Voi dovete sapere che da Torino volevo portarmi l’intera trilogia de I Medici. Per fortuna avevo solo l’ultimo con me, che ho praticamente finito di leggere in treno. Al suo incontro la sala era piena e ho dovuto desistere, certa che lo avrei incrociato “sicuramente” in giro per la fiera. Morale? Non sono riuscita ad incontrarlo! Ma l’ho contattato e mi ha detto che ci sarà allo stand Newton!

Caffé? No, pizza!

Si è già fatta l’ora di pranzo (a casa mia avrei già digerito da tempo a qell’ora) e ci riuniamo tutte ad un mini tavolo corredato di mini sedie e un maxi letto per mangiare la pizza cucinata dal consorte de La Libridinosa e a noi si aggiunge Scheggia, all’anagrafe anche lei Deborah, con fidanzato al seguito. L’accento romano prende il sopravvento e tra un boccone e l’altro, un quasi capitombolo del panino e qualche velato insulto a qualche persona non meglio identificata… finiamo il pranzo per trovarci non so come davanti allo stand De Longhi, che ha rifornito di caffeina tutto il gruppo!

Ritorno a casa

Il ritorno a casa, dopo una giornata così, è sempre triste. Triste perchè devi separarti dalle persone che hai conosciuto e che ti hanno fatto passare un pomeriggio divertente e che ti resterà nel cuore. La solita babba, cioè io, non ha fatto nemmeno una foto perchè è cretina inside. Ma dovete sapere che non sono nemmeno fotoIgienica ma non penso mai di fare foto a tutto il resto. D’altronde io sono molto poco social e proprio non ho l’abitudine. Ma dicevo… si torna a casa. Il viaggio con La Ropolo è stato illuminante. Abbiamo chiacchierato per un po’ ma poi le lettrici che sono in noi ci hanno detto: “senti, hai girato tutto il giorno per libri. Mo’ vuoi leggere?”. Così ci siamo buttate ognuna nella propria lettura, lei con il Kindle e io con matita e post-it verdi fosforescenti su Strukul. Non su di lui fisicamente, sul libro!


Le mie considerazioni

Questa è stata la mia esperienza di Tempo di Libri. Avrò dimenticato qualcosa e qualcuno e chiedo scusa in ginocchio sui ceci. Il punto è che mi son divertita, ho riso come una matta (ma i miei addominali son talmente sotterrati dalla ciccia che nemmeno se ne sono accorti), ho conosciuto autori e addetti stampa, ho preso due corone Paper Princess da Sperling dicendo a tutti che erano per la mia cuginetta quattrenne ma in realtà le ho prese per me – risata diabolica che si scioglie al suono di “ho corruto”.

Ho deciso che quello che vedete lassù in alto resterà il mio logo definitivo e mi son fatta fare i bigliettini da visita da spacciare al Salone, come insegna la grande capa.

Io ringrazio tutte voi che mi avete sopportato per una giornata, è in queste fiere, con una compagnia come quella che avevo io, che ci si rende conto che gli autori e le autrici sono persone come noi, che autografano volentieri i loro libri, disponibili per una foto e che difficilmente si girano dall’altra parte. Soprattutto se a capitanare lo squadrone è Laura!

Ho imparato tanto, ho imparato che niente è come sembra, che la prima impressione non sempre è quella giusta, che le amicizie possono nascere ovunque ma che sta a noi mantenerle in vita. Ho imparato a diffidare di alcune categorie di persone e ho imparato ad essere aperta a nuove letture.

Nessun autore o blogger è stato maltrattato durante questo evento!

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