Il patto

Il pattoIl patto

Fino a quella telefonata alle tre del mattino di una giornata di novembre, i Gold e i loro vicini di casa, gli Harte, sono sempre stati inseparabili. Per ben diciotto anni. Non è stata una sorpresa per nessuno, dunque, quando i loro figli adolescenti, Chris ed Emily, da semplici amici sono diventati qualcosa di più.

Ma adesso la diciassettenne Emily è morta uccisa da un colpo di pistola alla testa sparatole da Chris, in un apparente patto suicida lasciando le due famiglie devastate e alla disperata ricerca di risposte su un gesto inimmaginabile, di due figli che forse non conoscevano bene come credevano.

È rimasta una sola pallottola nella pistola che Chris ha preso dall’armadio del padre, una pallottola che secondo la sua versione era destinata a se stesso. Cos’è successo veramente?

Un detective della polizia del luogo nutre più di un dubbio sul patto suicida descritto dal ragazzo e inizia un’indagine che terrà il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Chris ed Emily hanno solo cinque mesi di differenza e sono destinati a stare insieme. Almeno è questo che sperano le relative famiglie, gli Harte e i Gold. Ma una sera, la peggiore delle notizie per un genitore, sconvolge entrambe le famiglie: Chris ed Em sono in ospedale feriti. Arrivati in ospedale però si scopre che in realtà solo Chris è sopravvissuto mentre Emily è morta in seguito ad uno sparo. L’unico indiziato è Chris che verrà incriminato per la morte di Emily. Il patto suicida che è l’alibi del ragazzo però non convince nessuno, tanto meno i genitori dei ragazzi. Inizia così un lungo processo, rompendo l’equilibrio che per tanti anni ha visto gli Harte e i Gold essere un tutt’uno.

Questa è la mia prima esperienza con Jodi Picoult. Ho scelto di leggere Il patto invece del tanto decantato La custode di mia sorella perchè seguo un paio di blog in cui era recensito e ha attirato maggiormente la mia curiosità. Questa volta la mia curiosità è stata ben riposta perchè ho divorato ogni pagina del romanzo.

La storia è fluida, ma la Picoult non la rende affatto noiosa. Emily e sua madre Melanie sono i personaggi che ho odiato di più. La prima per non essere stata in grado di affrontare la vita e i suoi fantasmi, oltre a non aver saputo essere onesta con Chris. Melanie invece perchè dopo la morte della figlia, cosa che posso solo immaginare cosa voglia dire, si è trasformata in un’arpia. La cattiveria che ho letto era palpabile, quasi reale. Al contrario gli Harte si son dimostrati molto più volubili, più inclini ad abbassare la testa.

Mia figlia ha un’ora di vita e va già a letto con il primo venuto.

I protagonisti assoluti però restano i due giovani, di cui abbiamo ampio spazio per conoscerli. Cresciuti insieme, inseparabili e destinati a stare insieme. Come fratelli. E’ questo che ci racconta Emily nella parte del romanzo in cui è lei a raccontarci i fatti. Partendo da presupposto che il romanzo è strutturato attraverso dei salti temporali indicati come “allora” e “adesso” troviamo Emily e la sua storia solo nell’allora. Fino a quando non è lei direttamente a raccontarci la sua vita, il suo punto di vista e svelarci alla fine cosa l’ha portata al suicidio, non mi era chiaro il rapporto che avesse con Chris. Lo ama, certo. Ma non forse nel senso che intende lui. E il fatto che i rispettivi genitori abbiano sempre dato per scontato che si sarebbero sposati probabilmente non ha aiutato la ragazza. Chris invece ama Emily proprio come amerebbe sua moglie. Vuole sposarla, dopo il college. Tutti si aspettano che sia questo il lieto fine per i due giovani. Un bel ragazzo, benestante, sportivo. Sempre e solo con la sua Em. Il mondo di Chris è sempre girato intorno alla ragazza.

Quando inizia quindi il processo contro Chris, la Picoult ci indirizza pian piano verso la verità. Che non è scontata nè sorprendente. E’ il finale che forse tutti avevamo sperato di leggere e ci arriva un passo alla volta. Attraverso i ricordi di Chris e attraverso quello delle due famiglie. Emily resta un fantasma per una buona metà del romanzo, con la sua ingombrante presenza. Solo nell’ultima parte, quella raccontata da Emily, scopriamo come siano andate realmente le cose quel giorno. Il perchè della sua morte. Il patto che lega i due ragazzi indissolubilmente.

La scrittura dell’autrice è magnifica. Non è noiosa ma nemmeno frettolosa. Si prende il suo tempo per portarti là dove vuole che arrivi. E lo fa magistralmente. I personaggi sono legati l’uno all’altro da legami forti, legami che vanno oltre la semplice amicizia e complicità. Le speranze degli Harte così come dei Gold diventano anche le nostre speranze e la sofferenza diventa la nostra sofferenza. Rarissime volte mi è capitato che delle semplici parole mi coinvolgessero così tanto, lasciandomi piena di domande a cui nessuno può rispondere.

4 stelle

#2016bingoreadingchallenge

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: