Il prigioniero del cielo

Il prigioniero del cieloIl prigioniero del cielo

Barcellona, dicembre 1957. Nella libreria dei Sempere entra un individuo misterioso che acquista una preziosa edizione del Conte di Montecristo e la lascia in custodia a Daniel perché la consegni al suo amico Fermin. Il libro porta una dedica inquietante: “Per Fermin Romero de Torres, che è riemerso tra i morti e ha la chiave del futuro”, firmato “13”. Tra malintesi, imbrogli e minacciosi ricordi dal passato inizia l’indagine di Daniel per decifrare quella dedica enigmatica e capire quali segreti nasconde il suo fedele amico. Prima di potersene rendere conto, il giovane libraio viene catapultato in un passato che lo riguarda da vicino, dove la morte di sua madre Isabella si lega al destino di David Martin, il grande scrittore che dal carcere scrive Il gioco dell’angelo, e a quello del perfido editore Mauricio Valls, una vecchia conoscenza degli anni di carcere di Fermin. Quello che Daniel scoprirà non rimarrà senza effetti sulla sua vita, molte domande rimaste in sospeso avranno una risposta e lui si troverà in mano, inaspettatamente, la possibilità di vendicarsi.

Recensione

«Lei mi ha restituito la verità» proclamai. «Io le restituirò il suo nome.»

Sono passati solo due anni da quando Daniel e Fermìn hanno aiutato il loro amico Julian Carax a tornare alla vita. Sembrano passati due secoli invece per i nostri protagonisti, presi dalle loro vite e dalle faccende quotidiane. Daniel e Bea hanno un bimbo di nome Julian e Fermìn sta per convolare a nozze con la sua adorata Bernarda. Ma allora perchè ha quello sguardo preoccupato?

Quando il proprietario seppe che Fermín era sul punto di diventare un uomo sposato, gli fece le condoglianze e ci regalò una bottiglia della medicina della casa.

Il passato di Fermìn, la sua storia, sta per tornare e ha intenzione di rovinargli la vita… ma sarà grazie all’aiuto di Daniel che ancora una volta tutto si sistemerà.

Ci sono epoche e luoghi in cui essere nessuno è più onorevole che essere qualcuno.

Quanto mi erano mancati Daniel e Fermìn? Non ne avete idea… ho divorato Il prigioniero del cielo in appena un paio di giorni, impossibilitata a interromperne la lettura. Troviamo nuovamente i protagonisti de L’ombra del vento e ci riallacciamo, in modo contorto, anche a Il gioco dell’angelo.

Pazzo è chi si ritiene savio e crede che gli stupidi non siano della sua condizione.

Zafòn, con Il prigioniero del cielo, ci racconta la storia di Fermìn. Ci racconta di come abbia conosciuto David Martìn e del motivo per cui decide di lavorare per i Sempere. Troviamo un’Isabella combattiva, seppur nel suo triste epilogo. Ancora una volta giriamo per le strade di Barcellona, con i suoi segreti e i segreti dei suoi abitanti.

Ma tra queste strade c’è anche una verità sconcertante su Isabella e sulla sua morte. Un’amara verità, una verità scomoda che sarebbe dovuta rimanere nascosta ma che diventa la missione di suo figlio Daniel.

Niente è stato più bello che leggere di nuovo dei personaggi che avevo amato con L’ombra del vento. Ritrovarli è stato come essere tornata in quel momento, come se il tempo si fosse fermato solo per questo. Per rivederli, ancora una volta. Sempere padre e figlio resteranno sempre nel mio cuore di lettrice, la storia di Fermìn ti entra dentro e sedimenta, per scoppiare senza preavviso.

Il Cimitero dei Libri Dimenticati è il cuore di tutto, tutto inizia e finisce in questo luogo. Con tutto il mistero e la magia che lo circonda…

#2017readingchallenge

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