Il racconto dell’ancella

Il racconto dell'ancella - Margaret AtwoodIl racconto dell’ancella

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Le poche donne in grado di avere figli, le “ancelle”, sono costrette alla procreazione coatta, mentre le altre sono ridotte in schiavitù. Della donna che non ha più nome e ora si chiama Difred, cioè “di Fred”, il suo padrone, sappiamo che vive nella Repubblica di Galaad, e che può allontanarsi dalla casa del padrone solo una volta al mese, per andare al mercato. Difred tenta in tutti i modi di non lasciarsi stritolare dalla pazzia che la circonda rifiutando ogni coinvolgimento emotivo e cercando di dimenticare il suo passato e la società precedente. Apparentemente rassegnata al suo destino, prega di restare incinta, unica speranza di salvezza, ma non ha del tutto perso il ricordo delle emozioni di prima…

Un mondo nuovo è sorto negli Stati Uniti. Sono nate nuove nazioni e noi ci troviamo a Galaad. Il racconto dell’ancella Difred, ovvero di Fred, ci accompagna per tutto il romanzo. Difred ci racconta delle Marte, delle Mogli e dei Comandanti. Ma anche delle Nondonne e dei Non-bambini, ovvero i bimbi nati deformi a causa delle radiazioni che ancora aleggiano sullo stato. L’ancella non è altro che una donna in età fertile, costretta procreare per i diversi Comandanti, in modo da garantire la ripopolazione degli Stati Uniti. Le ancelle vestono di rosso, segno della fertilità, escono solo una volta al mese per fare le compere e devono essere sempre accompagnate da una seconda ancella. L’unico modo per sopravvivere in questa nuova Repubblica è sfornare bambini sani.

Proprio in questi giorni in cui il #fertilityday ha fatto tanto clamore, ecco che mi trovo a leggere ancora un romanzo che parla di maternità e fertilità. Dopo La luce sugli oceani e Un raggio di sole tra le nuvole, dove le nostre protagoniste non riescono ad aver figli nonostante i tentativi fatti, incappo in un romanzo dove invece la maternità è considerata un obbligo. Un dovere. Il racconto dell’ancella è ambientato in un futuro tetro, la popolazione è decimata dalle radiazioni e bisogna che venga ripristinata. Le ancelle sono donne giovani o in età fertile, obbligate dai Comandanti ad aver figli che le Mogli non possono più dare loro. Non vengono forzate ma se vogliono sopravvivere è meglio per loro che siano in grado di sfornare figli a comando. Solo in questo modo, superata l’età fertile, potranno ancora seguire una vita dignitosa.

Era molto tempo che volevo leggere Il racconto dell’ancella. Ne avevo sentito parlare bene ma non mi aveva mai incuriosita troppo. In questi giorni però mi è tornato in mente, visto il tema e le polemiche che girano sul web. Immaginavo fosse diverso ma non per questo non mi è piaciuto. Certo, in alcuni passaggi traspare il disagio e la sofferenza. Le donne vengono considerate le incubatrici del futuro mentre gli uomini sono solo il mezzo affinchè la popolazione cresca. I sentimenti, la personalità e la vita di “prima” non esiste più. Ti cancellano la memoria, ti assegnano ad una famiglia e ti assegnano un nuovo nome che sottolinea che appartieni ad un altro. Il Partogiorno diventa l’evento più emozionante in una casa, ambito da tutte le ancelle. Non c’è spazio per l’amore, tutto ciò che va contro le regole significa solo una cose: morte.

Difred racconta la sua vita nella famiglia del nuovo Comandante e della Moglie. Per quanto storia di fantasia, Margaret Atwood ha dato voce ad una donna privata della propria personalità e della propria vita. Nonostante questo però questo libro non mi ha conquistata.

3 stelle

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