Io sono il messaggero

messaggeroIo sono il messaggero

L’esistenza di Ed Kennedy scorre tranquilla. Fino al giorno in cui diventa un eroe. Ed ha diciannove anni, una passione sfrenata per i libri, un lavoro da tassista piuttosto precario che gli permette di vivacchiare, e nessuna prospettiva per il futuro. Quando non legge, passa il tempo con gli amici giocando a carte davanti a un bicchiere di birra o porta a spasso il Portinaio, il suo cane, che beve troppo caffè e puzza anche quando è pulito. Con le donne non è particolarmente disinvolto, perché l’unica ragazza che gli interessi davvero è Audrey, la ragione per cui è rimasto in quel posto senza vie d’uscita. Capace di colpirlo al cuore con una frase: «Sei il mio migliore amico». Non serve una pallottola per uccidere un uomo, bastano le parole. Tutto sembra così tremendamente immutabile: finché il caso mette un rapinatore sulla sua strada, e Ed diventa l’eroe del giorno. Da quel momento, comincia a ricevere strani messaggi scritti su carte da gioco, ognuno dei quali lo guida verso nuove memorabili imprese. E mentre Ed diventa sempre più popolare, mentre nota una luce diversa negli occhi di Audrey e la gente lo saluta per strada, inizia a domandarsi: da dove arrivano i messaggi, chi è il messaggero? Come “Storia di una ladra di libri”, Io sono il messaggero è un romanzo pieno di poesia e ironia. Con il suo stile unico, Markus Zusak sa raccontare la vita delle persone comuni in modo straordinario, dando un senso speciale anche alla più ordinaria delle esistenze: perché sono i piccoli gesti di altruismo a renderci eroi quotidiani.

Storia di una ladra di libri mi aveva sconvolto. In modo positivo. Io sono il messaggero mi ha fatto capire come spesso sono sufficienti piccolissime cose per cambiare la nostra vita e quella degli altri. Ed è uno sfigato, in un certo senso, ma non si tira indietro quando ha la possibilità di aiutare gli altri comprando un pacco di luci di Natale o andando a trovare una vecchina ancorata nel passato. Mi ha commossa, con i suoi gesti. In una società dove siamo più legati al nostro smartphone, dove ci è più comodo scriverci su FB invece di sedersi uno di fronte all’altro, è snervante leggere (su digitale, ovviamente) di un ragazzo di vent’anni che si rende conto invece di cosa bisognerebbe essere grati. Non darei per niente al mondo il piacere che ho di parlare con le mie amiche davanti ad un caffè (che nemmeno mi piace) guardandole negli occhi, sentendo la loro voce e le loro risate. Il personaggio, come avrete capito, mi fa impazzire. Ma sono impazzita di più per la cura dei dettagli. Io che non faccio caso mai a niente quando leggo perchè leggo e basta. Ogni capito indica il seme della carta della sua missione. E’ bello vedere il seme di quadri, di fiori, di picche e di cuori e scoprire le storie nascoste in ogni seme. E’ bello che in un e-book si faccia attenzione anche a questo oltre che ad uno schermo bianco con delle parole riflesse. E’ bello che dodici storie possano entrarti dentro, con gioie e dolori. E’ bello sapere che basta poco, per essere felici.

Ve lo consiglio, dal più profondo del cuore!

Un libro ambientato in un altro paese

#2015readingchallenge

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