L’ordine della Spada. Black Friars #1

L'ordine della Spada. Black Friars #1L’ordine della Spada

Chi è Eloise Weiss? Perché il più antico vampiro della stirpe di Blackmore abbandona per lei l’eternità suscitando le ire di Axel Vandemberg, glaciale Princeps dello Studium e tormentato amore della giovane?

La Vecchia Capitale si prepara alla Vigilia di Ognissanti e il coprifuoco è vicino perché il Presidio sta per aprire le sue porte. Il lento salmodiare delle orde di penitenti che si riversano per le vie, in cerca di anime da punire, è il segnale per gli abitanti di affrettarsi nelle proprie case, ma per Eloise Weiss è già troppo tardi. Scambiata per una vampira, cade vittima dell’irrazionalità di una fede che brucia ogni cosa al suo passaggio. In fin di vita esala una richiesta d’aiuto che giunge alle soglie della tomba dove Ashton Blackmore, un redivivo secolare, riposa protetto dalle ombre della Cattedrale di Black Friars. Il richiamo della ragazza è un sussurro che si trasforma in ordine, irrompe nella sua mente e lo riporta alla vita. Nobili vampiri di vecchie casate, spiriti reclusi e guerrieri, eroici umani e passioni che il tempo non è riuscito a cancellare: Black Friars – L’ordine della Spada è un mondo nuovo che profuma di antico, un romanzo che si ammanta di gotico per condurre il lettore tra i vicoli della Vecchia Capitale o negli antri del Presidio, in un viaggio che continua oltre la carta e non finisce con l’ultima pagina.

Recensione

Finalmente la lettura del primo capitolo di Black Friars, L’ordine della Spada, è finita! Settecento pagine che si son rivelate faticosissime. Ma andiamo per ordine… la storia inizia con la protagonista e l’amica vampira che si affrettano a tornare al dormitorio prima che esseri di ogni genere e natura vengano rilasciati liberi nell’unico giorno dell’anno in cui è possibile farlo. Ma Eloise non fa in tempo ad arrivare in collegio che viene rapita da alcuni uomini e trascinata lontano, dove nessuno si presume possa sentirle. E avrebbero avuto ragione, se non fosse che i vampiri sentono anche il più lieve dei sussurri e qua fa la prima apparizione Ashton Blackmore vampiro di quattrocento anni tornato “alla vita” dopo un sonno durato sedici anni. La storia si divide poi in due parti, la nostra bella è contesta dal vampiro e dall’amico d’infanzia il Principe Axel. Chi dei due la conquisterà alla fine?

La storia di per se non è male, ha un senso ed è anche ben strutturata in termini di idee. Ma è tremendamente noioso! Noioso non è nemmeno la parola corretta, è pesante. La prosa è pomposa e invece di facilitarne la lettura la rende lentissima, le metafore si sprecano e i luoghi comuni anche.

Le bugie delle donne sono l’ispirazione dei poeti», mormorò lui. «E il pane degli illusi».

Eloise è il personaggio più antipatico che possa esistere sulla Terra. Un momento prima la vedi guardare con occhi sognanti Axel e un momento dopo la vedi lanciargli occhiatacce assassine mentre volteggia tra le braccia di Ashton. Passa metà del romanzo a piangersi addosso, a piangere perchè ha paura, a piangere perchè Axel non la considera… insomma!

Axel e Ashton son due personaggi particolari. Il primo sa di avere potere su Eloise e lo sfrutta, il secondo sa che è Eloise ad avere un potere fondamentale e la sfrutta!

Resta il fatto che fino al 70% non succede niente di eccezionale, poi migliora leggermente e diventa effettivamente più scorrevole. Certo, è uno stile di scrittura che a me non piace particolarmente, la descrizione di ogni singolo vestito non penso sia fondamentale ai fini del racconto ma questo è.

Mi auguro vivamente che i capitoli successivi siano mesi prolissi, siano meno descrittivi ma che soprattutto Eloise si svegli. Dal momento che non ci sono stati morti importanti e perdite fondamentali mi aspetto di ritrovarli tutti al prossimo romanzo.

Per chi se lo chiedesse: sì, mi voglio male! Un autore non si giudica mai da un solo libro, il genere fantasy mi piace e nel complesso (tralasciando le 500 pagine di niente) non è terribile. Il mio cuore in ogni caso appartiene a Bryce, l’unico che ha dato un po’ di colore ad un romanzo che diversamente sarebbe stato grigio.

«Certe volte sai essere così stupida, Eloise».

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