La bambina di neve

la bambina di neveLa bambina di neve

Alaska, 1920. Un luogo incontaminato e brutale. Specie per Jack e Mabel, giunti in questo territorio selvaggio da lande molto meno aspre. La coppia, un po’ avanti negli anni, e senza figli, ha una vita dura, col lavoro atroce alla fattoria. Mabel, in particolare, oppressa dal rammarico di non avere figli, è sull’orlo della disperazione. La prima notte d’inverno Mabel e Jack tornano per un momento ragazzi e, tirandosi palle di neve, finiscono per costruire un pupazzo. Che prende la forma di una incantevole bambina di neve. Ma al mattino non c’è piú nulla. E, in lontananza, una bimba bionda corre via tra gli alberi. La piccola, che dice di chiamarsi Pruina, torna piú volte da loro. Pare una creatura dei boschi. Va a caccia di animali con a fianco una volpe, del tutto a proprio agio nelle lande innevate, è in grado di sopravvivere nell’asprezza dell’Alaska. Ma quale che sia la vera natura di Pruina, la bimba sembra destinata a cambiare per sempre la vita di Mabel e Jack.

Dire che ho adorato La bambina di neve non le rende giustizia. L’Alaska è uno di quei paesi che amo senza esserci mai stata ma dove non andrei mai a viverci perchè già a Torino con -20 non metto il naso fuori di casa figuriamoci in Alaska! A parte questo mi ha fatto letteralmente impazzire la storia di Mabel e Jack, una coppia senza figli trasferitasi in Alaska dopo aver perso l’unico figlio nato morto.

Una sera, quando tutto sembra perduto, nevica e decidono di fare una bambina di neve. Da questo momento la loro vita cambierà e diventeranno genitori di una figlia non loro, si preoccuperanno per lei come se fosse loro e soffriranno per la sua perdita per tornare a gioirne al suo ritorno.

Pruina è una bambina prodigio, riesce a sopravvivere alle temperature terribili per tutto l’inverno. E’ orfana di entrambi i genitori ma troverà in Mabel e Jack due sostituti perfetti. E poi c’è Garrett, di cui mi sono innamorata nonostante quando viene fatto entrare in scena il suo personaggio abbia solo tredici anni. Lo seguiremo fino all’età di diciannove anni e vivremo con lui il cambiamento.

Mabel e Jack sono speciali. Se Mabel soffre per la perdita del figlio, Jack non si perdona la sua freddezza nell’affrontare Mabel. Non ha saputo consolarla e adesso che hanno deciso di cambiare vita vuol farsi perdonare di tutto offrendole una seconda possibilità. Seconda possibilità che vivranno entrambi quando nella loro vita spunterà la bambina di neve.

#2015readingchallenge

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: