La battaglia dei Pugnali

La battaglia dei pugnaliLa battaglia dei pugnali

Adelina Amouteru è una sopravvissuta. Dieci anni fa il suo Paese è stato colpito da un’epidemia. Sono morti quasi tutti, e i pochi bambini rimasti in vita sono stati marchiati per sempre dalla malattia. I bei capelli corvini di Adelina sono diventati color argento, le sue ciglia bianche, e l’occhio sinistro è sostituito da una brutta cicatrice. Il suo crudele padre la considera un’appestata, una maledizione per la casata degli Amouteru. Ma i sopravvissuti hanno acquisito anche straordinari poteri magici, per questo la popolazione li chiama “Giovane Elite”. Teren Santoro è al servizio del re, dirige l’Inquisizione: il suo compito è scovare i sopravvissuti della Giovane Elite e annientarli. Lui li considera malvagi, eppure è lo stesso Teren a nascondere grandi ombre nel suo cuore. Enzo Valenciano fa parte della Compagnia della Spada, un gruppo segreto all’interno della Giovane Elite, nato con il compito di combattere l’Inquisizione. Ma quando incontrerà Adelina, scoprirà che la ragazza possiede poteri che mai nessuno ha avuto prima e cercherà di convincerla a combattere al suo fianco.

Adelina è una ragazza di diciassette anni, è un’imperfetta succube della crudeltà del padre. Non sa di avere dei poteri malvagi, non ancora. Li scopre quando tenta la fuga e involontariamente uccide quel padre che l’avrebbe venduta di lì a qualche ora. Ma i suoi piani falliscono ancor prima di iniziare, viene catturata dall’Inquisizione e imprigionata. Settimane dopo, ad un passo dalla sue esecuzione, viene salvata da un gruppo di giovani con degli strani poteri. Le Giovani Elite, ragazzi imperfetti dai poteri inimmaginabili a cui l’Inquisizione dà la caccia. Adelina viene salvata e addestrata al combattimento oltre all’uso del proprio potere. Ma una sera viene avvicinata dal Capo Inquisitore Teren Santoro, che la minaccerà di uccidere la sorella Violetta se non farà la spia per lui. Adelina è combattuta. Salvare la sorella o salvare i suoi salvatori?

Quello di Kenettra è un modo popolato dall’odio per gli imperfetti. Il re designato, Enzo, è uno di loro, esiliato per via del suo potere di gestire il fuoco. Al suo fianco l’accompagnatore Raffaele che ha il potere di percepire l’energia degli imperfetti e di salvarli, a volte. Il loro obiettivo non è certo malvagio, rendere Kenettra un paese per gli imperfetti, per gli emarginati. E per farlo dovranno uccidere il re e prenderne il potere. Ma anche Teren, il Capo Inquisitore, nasconde lo stesso segreto. E’ un imperfetto anche lui ma a cui è stato donato il perdono in cambio della sua lealtà.

Ho faticato a leggere questo romanzo. Uno spunto formidabile dove i buoni sono anche un po’ cattivi, dove l’odio per la diversità emerge tra le pagine. Il messo al bando degli imperfetti, la caccia alle streghe in cui l’Inquisizione orienta i propri sforzi e la loro eliminazione è un punto fondamentale del romanzo. Adelina, nelle vesti di spia e di eroina, è il perfetto esempio di quando questa tanto odiata imperfezione è invece ricercata anche da coloro che vorrebbero eliminarla.

Il personaggio di Adelina non mi ha fatto impazzire. Troppo spaventata da se stessa per fare qualsiasi cosa che risvegli il suo potere ma abbastanza ostinata per imparare a dominarlo e piegarlo al suo volere. La prima volta che lo usa uccide il padre, la volta seguente salva una delle Elite. Questo fa pensare che tutto l’odio e la rabbia provata fino ad allora può essere incanalata anche per fare del bene? I personaggi che più ho apprezzato sono stati Enzo e Raffaele per i loro poteri ma anche per il loro ostinato piano per rendere gli imperfetti uguali o superiori a tutti gli altri. Sì, dovrei fare il tifo per i buoni ma ho un debole ma per i cattivi! Cattivi perchè anche se il loro piano vorrebbe vederli primeggiare non c’è modo meno doloroso di una battaglia per farlo. Il loro posto possono solo trovarlo mettendo mano alle armi, ed è davvero molto triste. Teren Santoro mi è sembrato un personaggio risoluto e ambiguo. Gli interessa quasi totalmente il proprio tornaconto ed esercita il suo potere di inquisitore per terrorizzare chiunque.

In definitiva, Marie Lu poteva fare di meglio. Una bella storia quella che parte da La battaglia dei Pugnali ma troppo descrittiva e pedante in alcuni capitoli. Tanti spunti descrittivi sono stati abbandonati a se stessi e altri invece si sono dilungati rendendo il tutto in parte noioso. Se leggerò gli altri due capitoli? Non lo so. Sono sicuramente curiosa di sapere cosa ne è di tutti i personaggi incontrati fino ad ora ma per il momento passo.

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