La misura della felicità

felicitàLa misura della felicità

Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di «abbassare i prezzi». Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all’infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: «Questa è Maya. Ha due anni. È molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata». Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l’esistenza. Perché Maya è animata da un’insaziabile curiosità e da un’attrazione istintiva per i libri – per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell’affascinante mosaico di parole che riempie le pagine – e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore…

Il motivo per cui ho scelto di leggere La misura della felicità è stata la trama prima e la copertina poi. Sì, una copertina essenziale ma che racchiude tutta l’essenza del libro. A.J. è una persona arida, un fantasma che si trascina nella vita dopo la morte della moglie. E’ un uomo che odia il suo lavoro, mentre io pagherei per farlo, che odia la gente e che odia la sua vita. Si sente in colpa per la morte di Nic, la moglie, nonostante si sia trattato solo di un incidente. Improvvisamente è Maya, una bimba di due anni, a cambiare la sua vita.

Riscopre così l’amore per la vita, la bellezza dell’innamoramento e la passione per i libri. E’ uno di quei libri che sprigionano amore e positività fin dalle prime righe nonostante il protagonista sia un uomo depresso e triste fino al midollo. Il finale mi ha commossa, nessuna storia dovrebbe finire con un finale che non sia lieto.

#2015readingchallenge

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: