La notte dell’oracolo

La notte dell'oracoloLa notte dell’oracolo

Dopo aver superato per miracolo una malattia che lo ha quasi ucciso, Sidney Orr, scrittore trentenne, ricomincia faticosamente a vivere. Un giorno, passeggiando per le vie di Brooklyn, entra per caso in una cartoleria e trova tra gli scaffali un taccuino blu di fabbricazione portoghese. È un oggetto solido, banale, senza frivolezze. Ma nel momento stesso in cui Sidney lo prende in mano sa che lo comprerà.

Con il taccuino blu Sidney si sente capace di ritornare a scrivere. E per i successivi nove giorni vive sotto l’incantesimo dell’ispirazione: scrive l’inizio di un romanzo, lavora a un trattamento cinematografico, butta giù alcune riflessioni su un tragico fatto di cronaca, e trova una possibile spiegazione ad alcuni fatti misteriosi che rischiano di distruggere la sua vita e quella di sua moglie, Grace.

A poco a poco la finzione lascia il passo alla realtà, le vicende del romanzo che Sidney ha iniziato a scrivere si dimostrano premonizioni enigmatiche e oracolari del futuro che lo aspetta. Grace gli ha sempre nascosto qualcosa, l’amico e scrittore John Trause gli ha sempre nascosto qualcosa, perfino il proprietario della cartoleria, l’inquietante Mr Chang, sembra nascondergli qualcosa.
Così Sidney si trasforma in detective e seguendo il consiglio di Trause (“Viviamo nel presente, ma il futuro è dentro di noi in ogni momento”), inizia a decifrare il mistero. E quando ormai la verità affiora in tutta la sua cruda violenza, Sidney decide, per amore di Grace, di rinunciare per sempre all’oracolo del taccuino blu.

Recensione

Ciao lettori! Per la rubrica dedicata a Rory ho deciso di leggere La notte dell’oracolo, spinta da una strana curiosità. Inizialmente ho trovato la storia meravigliosa, con un personaggio di cui si molto poco se non che ha scampato una morte certa e ora è in via di guarigione. Oltre alle medicine si sono raccomandati di fare lunghe passeggiate ed è così che Sid, per caso, entra nella cartoleria di M.R. Chang.

Da questo momento diventa tutto un po’ confuso. Acquista un taccuino blu su cui inizia a scrivere una storia per lasciarla a metà, comincia a farneticare su una presunta storia tra la moglie e il vecchio amico John, si trova invischiato in un affare losco con Chang. Ad un certo punto credo di essermi persa, realtà e finzione hanno finito per mescolarsi ed è sceso l’interesse.

Il finale poi non me l’aspettavo. Tutto diventa assurdo, forse un po’ troppo forzato nel contesto della storia ma non sicuramente scontato. Da una parte qualcosa me l’aspettavo anche se non nel modo in cui Auster ha deciso di concludere La notte dell’oracolo. La cosa positiva è che si tratta di un romanzo di poco più di duecento pagine, leggibili con lo spirito giusto in una giornata. Magari una di quelle grigie e piovose in cui si vuol solo stare al calduccio.

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