La piuma

La piumaLa piuma

Giorgio Faletti si accomiata dai suoi lettori con la sua opera più bella, originale e dolente. Una favola morale, che accompagna il lettore attraverso le piccole, meschine, ignoranti bassezze degli uomini, sino a comprendere, attraverso il più innocente e semplice degli sguardi, il senso profondo delle cose. Del loro ruolo. E della fine. Seguiamo una piuma mentre traccia il suo invisibile sanscrito nel cielo, la vediamo posarsi sul tavolo dove il Re e il Generale tracciano i piani per la battaglia per la conquista di Mezzo Mondo, noncuranti di chi poi dovrà combatterla; ascoltiamo insieme a lei i tentativi del Curato di intercedere a favore dei contadini con il Cardinale privo di fede; attratti da una dissonante melodia volteggiamo dentro al Teatro, per assistere allo spettacolo meraviglioso e crudele della Ballerina dal cuore spezzato: il nostro volo ci porterà a conoscere altri, sventurati personaggi finché la piuma non incontrerà lo sguardo dell’unico che saprà capire quello che nessuno prima aveva compreso.

La piuma è l’ultimo lascito di Giorgio Faletti su questo mondo. L’ho amato più come scrittore che come attore, fin dai tempi di Io Uccido che tra le altre cose ho letto tutto d’un fiato. La scrittura de La Piuma però non mi ha entusiasmato. Sì, è una favola che si legge in un’oretta. Ma anche se così breve non l’ho sentita mia. Mi è sembrata banale, perfino scontata alla fine. Fermo restando che è e resterà l’ultimo ricordo di Giorgio, avevo aspettative troppo grandi per questo libricino e ne son rimasta alla fine delusa.

Da leggere sicuramente con i bimbi, seppur banale per noi adulti, può essere di grande insegnamento per i più piccoli.

#2015readingchallenge

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