La ragazza dell’altra riva

La ragazza dell'altra rivaLa ragazza dell’altra riva

Sayoko ha trentacinque anni, un marito ligio alla tradizione materna che vuole la donna chiusa tra le pareti di casa, a occuparsi con saggezza delle faccende domestiche, una figlia di tre anni, Akari, che nel parco, dove Sayoko di tanto in tanto la conduce, se ne sta a giocare da sola in un angolo, discosta dagli altri bambini. Anche Sayoko è sola, ma soffre terribilmente della sua solitudine. La routine quotidiana è per lei un peso che, giorno dopo giorno, si accresce a dismisura e minaccia di soffocarla. La donna decide così di rispondere a svariati annunci di offerte di lavoro. Dopo aver collezionato una marea di rifiuti, riceve la chiamata di Aoi, titolare di una società, la Platinum Planet, che offre un servizio di sorveglianza e un aiuto domestico alle persone che si avventurano in viaggi di lunga durata. Il lavoro è semplice, si tratta di annaffiare le piante, strappare le erbacce in giardino, ritirare la posta e fare le pulizie. Sayoko accetta con entusiasmo. Si ritrova così a dividere il tempo con una donna che ha la sua stessa età, ha frequentato la sua stessa università, e ostenta una personalità e uno stile di vita completamente diversi dai suoi, se non addirittura agli antipodi.

Recensione

Una cover pazzesca, di quelle che ti fanno innamorare al primo sguardo e speri che la storia al suo interno sia bella anche solo la metà. E invece no. Invece ti ritrovi a leggere la storia di due donne, una nel presente e una nel passato, molto diverse tra loro ma che per una fortuita occasione diventano amiche. O quasi. Una storia tipica di donne giapponesi, relegate nel loro ruolo di moglie, madre e casalinga per Sayoko e una storia di tradimento e sofferenza per la giovanissima Aoi.

Superate le prime pagine è subentrata una sorta di sonnolenza tra le pagine. Le due donne son molto diverse ma quando Sayoko decide di rimettersi a lavorare, dopo la nascita della figlia, l’incontro con Aoi sembra quasi miracoloso. Si piacciono subito e tra loro nasce un’amicizia inaspettata. Più che un’amicizia è però un grido d’aiuto verso l’altra.

Il personaggio peggiore è Sayoko, una delle due protagoniste. Prima di sposarsi e restare incinta decide di lasciare il lavoro senza che nessuno le chieda niente e quando finalmente torna a lavorare non fa altro che chiedersi se è una brava madre visto che lascia la figlia all’asilo, se avrà fatto bene a tornare a lavoro, se tutto lo sforzo e la fatica saranno ripagate nel tempo. I capitoli a lei dedicati sono un mix di questi problemi, sempre e inesorabilmente.

I capitoli dedicati ad Aoi sono un pelino più interessanti. Essere presa di mira dai bulletti della scuola, il trasferimento, l’amicizia con Nanako e il futuro che questa amicizia ha… fanno di lei l’adulta che incontriamo tra le pagine de La ragazza dell’altra riva. La sua storia arriva all’orecchio di Sayoko e da quel momento in poi è chiaro che il rapporto è destinato a cambiare tra le due.

Se la storia di Sayoko è davvero noiosa, quella di Aoi è sorprendente. Lo stile dell’autrice però non mi ha fatto apprezzare La ragazza dell’altra riva quanto avrei sperato. Ogni pagina era una pagina in meno alla fine, non vedevo l’ora di terminarlo. Probabilmente la cultura giapponese non fa per me, come quella francese che proprio non capisco. Forse alla fine sono le storie di Sayoko e Aoi ad avermi annoiata nella loro staticità e monotonia.

Avrei preferito leggere di due donne che nel tempo fossero cresciute, maturate e che mi avessero lasciato qualcosa a fine lettura, qualcosa per cui valesse la pena consigliare il romanzo agli amici ma ahimè non abbiamo centrato l’obiettivo.

#2017readingchallenge


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