La ragazza di fronte

La ragazza di fronteLa ragazza di fronte

Quando era bambino, arrivato a Torino dal Sud, Michele era rimasto incantato dalla bambina che leggeva, seduta sul terrazzino di fronte. Quando era bambina, tormentata dai fratelli gemelli scatenati, Marta si rifugiava sul balcone per sognare le vite degli altri. Come una folata di vento che scompigli la quiete del grande cortile che li separa, ora la vita ha rimescolato le carte. Marta è una donna adulta, indipendente e sola, con un solo motto – bastare a se stessi, come i gatti – e un solo piacere segreto: spiare da dietro le tende, al buio, la finestra di fronte. È andata lontano, ha viaggiato e da poco è tornata a casa, in un condominio simile a quello dell’infanzia. Anche Michele si è spinto dove nessuno avrebbe pensato, e ogni giorno per mestiere vede gente che fugge e che torna: guida i Frecciarossa attraverso l’Italia, e in poche ore solca la penisola per poi rientrare nel suo nuovo appartamento e affacciarsi ancora una volta su un cortile. Fino a quando succede una cosa imprevista, anzi più d’una: di quelle che accelerano il corso dell’esistenza, che costringono a uscire dal guscio protettivo che ci costruiamo, a guardarsi negli occhi. A quanti di noi è capitato di abitare in un grande caseggiato, di quelli con un ampio cortile di giorno popolato di voci e la sera di luci che rivelano le vite degli altri? Margherita Oggero intesse con sapienza l’invisibile rete di sguardi e traiettorie, di significati e desideri nati tra quelle finestre e destinati a unire, separare, far danzare i suoi personaggi tra le quinte reali eppure poetiche della sua Torino. Queste pagine sono percorse da una sorta di “leggerezza dolente”, da un’ironia che non è mai disgiunta dall’umanissima partecipazione alle sorti di persone autenticamente impegnate a trovare un senso ai propri giorni. La ragazza di fronte è uno splendido spaccato della storia sociale di una grande città italiana negli ultimi cinquant’anni e insieme una storia d’amore bellissima, veloce, sorprendente.

Devo fare una piccola parentesi prima di recensire La ragazza di fronte. Ogni anno nel mio paese si tiene la Festa del Libro, che vuol sensibilizzare i paesani a leggere di più. E ogni anno Margherita Oggero viene presentata come ospite… e io non avevo mai e dico mai preso in mano un suo libro! Dopo questa vergognosa parentesi e aver fatto ammenda sui ceci, posso parlarvi di Marta e Michele.

Si tratta di un romanzo a due voci, il che non mi ha mai fatto troppo impazzire ma che in questo caso non mi è dispiaciuto. La voce femminile è quella di Marta, una ragazza schiva della Torino benestante che lavora in un’associazione come archivista mentre la voce maschile è quella di Michele, un napoli che guida i Frecciarossa. I due si “spiano” fin dall’infanzia e ora dopo anni si ritrovano ad essere nuovamente dirimpettai.

Al contrario di Michele, Marta ha avuto una vita più semplice grazie al lavoro del padre e al suo status di benestante. Michele però è il genere di uomo che io apprezzo. Radici umili ma che si è impegnato per diventare quello che è, anche se solo un autista di treni. Ovviamente intorno ai due girano una serie di personaggi che danno carattere alla storia come nonno Peppino che è partito dal sud ma che si esprime ancora con termini dialettali (un po’ come mio nonno che comincia una frase in italiano e la finisce sempre in dialetto, perchè come spiega il dialetto una cosa non la spiega nessuno).

Ma i protagonisti restano in ogni caso Marta e Michele che continuano a spiarsi di nascosto finchè… sorpresa!

Per essere il primo libro preso in mano della Oggero ho trovato lo stile scorrevole. Da ormai ex insegnante si nota la sua padronanza della lingua italiana ma a mio avviso non stona per niente con la narrazione. Ogni frase e ogni espressione è ben ponderata e scritta con cognizione di causa. Ho deciso di leggere La ragazza di fronte principalmente per due motivi: il primo è che mi è stato in qualche modo consigliato dalle LGS e la trama non mi è sembrata terribile, il secondo è che quando sono andata ad acquistarlo perchè non ce l’avevo sono rimasta colpita dalla copertina. Non è eccessiva, non stona con il tono del racconto. Mi è sembrata una copertina perfetta per una ragazza che vuol bastare a se stessa.

3 stelle

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