La ragazza selvaggia

La ragazza selvaggiaLa ragazza selvaggia

«Tessa aprì la porta sul buio del bosco»: così comincia “La ragazza selvaggia“, e davvero il quinto romanzo di Laura Pugno è tutto uno spalancarsi di porte sul buio: sul buio del bosco; sul buio del dramma della famiglia Held – la madre alienata dopo la sparizione della figlia adottiva Dasha e l’incidente in seguito al quale Nina, la gemella, vive in stato vegetativo; sul buio di Nicola Varriale, il cui padre generoso ed entusiasta – socio di Held in affari con la riserva naturale sperimentale di Stellaria – si è gettato ubriaco dal balcone; sul buio, finalmente, della protagonista Tessa, biologa, che vive in un container ai margini della riserva conducendo osservazioni e studi: una donna che ormai «abita la solitudine come un altro corpo». A lei toccherà la sorte di ritrovare casualmente Dasha, vissuta anni nel bosco e ormai del tutto selvaggia. Ci interroga, questo romanzo che può essere descritto come una storia di revenant, o il racconto d’un groviglio di vite umane osservato con una compassione senza lacrime. Ci interroga su che cosa è – attorno a noi, in noi – ciò che chiamiamo “natura”; sui confini tra l’umano e l’animale; sul senso di legami familiari frutto di scelte, o del caso, e non della carne.

Recensione

Quando ho letto che Laura Pugno sarebbe stata ospite al Salone del Libro di Torino mi si è accesa la famosa lampadina. Mi son ricordata di aver comprato ai tempi questo libro, dimenticandomene subito dopo. Se avessi continuato a farlo sarebbe stato meglio.

No, non è per il libro ma per la mia ingenuità di lettrice. Viste le poche pagine ho dato per scontato che sarebbe stato una lettura veloce, semplice e che mi avrebbe distratta per qualche ora. Primo errore. Il libro è sì corto ma tutt’altro che veloce, semplice e leggero. Secondo errore. Ho iniziato a leggerlo senza prendermi pause e alla fine della lettura ero stremata.

A Stellaria troviamo Tessa che vive ai margini della riserva naturale che è anche il suo oggetto di studio all’università. In una notte come le altre incontra Dasha, ritenuta scomparsa da dieci anni mentre la gemella vegeta in una stanza d’ospedale dopo un incidente. Dasha è ferita e tocca a Tessa rimetterla in sesto prima di comunicare alla famiglia adottiva della ragazza che Dasha è viva e vegeta, selvaggia ma viva.

Le dinamiche della storia sono sconvolgenti. La tragica storia di Tessa che perde la madre per un tumore e il padre in una sparatoria, la scomparsa di questa bambina ritrovata per caso dopo dieci anni vissuta nel bosco, la storia di una riserva destinata a chiudere. Con il ritrovamenteo di Dasha però tutto viene rimesso in discussione, a partire da Tessa.

Dire che non mi è piaciuto non è corretto. Mi aspettavo una lettura completamente diversa questo sì. La ragazza selvaggia non è il primo romanzo scritto da Laura Pugno ma è il primo che io abbia mai letto. Il suo stile non mi dispiace ma non lo trovo nemmeno così particolare, motivo per cui difficilmente mi avvicinerò nuovamente ad una sua opera.

#2017readingchallenge


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