La solitudine del lupo

La solitudine del lupoLa solitudine del lupo

Da anni lontano da casa, improvvisamente Edward Warren è costretto a tornare nel New Hampshire: suo padre Luke, amante della natura e noto esperto di lupi, e sua sorella Cara di soli diciassette anni hanno avuto un incidente d’auto. Lei non è in pericolo di vita, ma Luke ha subito dei danni cerebrali e langue in un coma che i dottori hanno decretato irreversibile. Spetta a Edward la decisione lacerante di staccare la spina. Per farlo dovrà combattere non solo con Cara, radicalmente contraria, ma anche e soprattutto con i fantasmi del suo passato, con quell’ultima discussione avuta con suo padre dopo la quale non si sono più parlati, con i segreti inconfessabili che emergono sconvolgenti nel momento di maggior vulnerabilità della famiglia, che, come un branco di lupi, cerca di sopravvivere.

Recensione

Un grave incidente rende Luke Warren, uomo pieno di vita, in un vegetale. Il compito di decidere le sorti dell’uomo ricade sul figlio Edward, che non vede da sei anni, e su Cara, ancora minorenne. Inizia così il percorso fatto di udienze, segreti nascosti per anni e ricongiungimenti inaspettati.

Non so cosa dire. Se da un lato mi ha talmente coinvolta da non riuscire a smettere di leggere dall’altro mi ha annoiata. La storia di Luke ha qualcosa di straordinario, la disamina sulla sua vita durante i due anni di assenza da casa per vivere con e come un lupo però alla lunga ha appesantito il romanzo. La solitudine del lupo però non è solo questo, le intenzioni della Picoult sono quelle di evidenziare l’aspetto di base della vita dei lupi: la difesa del branco, della famiglia.

Luke però è tutt’altro dell’uomo che tutti conoscono, non sanno dei tradimenti, dell’abbandono, del sacrificio e della delusione. Anche Edward e Cara non sono perfetti. Il primo è andato via da casa sei anni prima senza una parola e la seconda reputa il padre il padre perfetto.

La strada per decidere se Luke deve continuare a vivere attaccato ad una macchina o meno è lunga e tortuosa. La Picoult ci fa passare attraverso tutte le emozioni dei due figli, dall’amore incondizionato all’odio incondizionato fino ad una soluzione che è quasi scontata.

Le cicatrici sono solo una mappa del tesoro per il dolore che si seppellisce troppo profondamente per poterlo ricordare.

Il personaggio di Luke è idolatrato da chiunque sia stato anche solo sfiorato dal suo sguardo. La sua personalità è certo dominante, eclissa tutti quelli che stanno accanto a lui e le sue priorità sono discutibili. Ma il personaggio che ho amato davvero è Joe, il nuovo marito della madre di Cara.

Joe è umile e insicuro, non sostituisce Luke nel ruolo di padre ma offre una spalla ed è un buon ascoltatore. Sa che i figliastri sono figliastri e come tali può solo guardare la loro vita attraverso una lente. Cara è il personaggio che ho apprezzato meno. Cieca per vedere la realtà e piena d’odio, una bugiarda cronica…

Il finale è scontato ma è anche emozionante. Non so dirvi se in una situazione simile, con una persona cara ridotta ad un vegetale, sarei in grado di prendere la decisione giusta. Poi giusta per chi, in effetti? In tutta la storia possiamo trarre un insegnamento fondamentale. Quale che sia il nostro stile di vita, in natura funziona diversamente. Tra i lupi, funziona diversamente. In natura si chiama selezione naturale.

Ecco perché, quando sei un lupo, vivi ogni giorno come se fosse l’unico che hai.

#2017readingchallenge


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