La tredicesima storia

La tredicesima storiaLa tredicesima storia

Margaret Lea è una giovane libraia antiquaria che negli anni trascorsi con il padre tra pagine immortali e volumi sepolti dall’oblio, ha coltivato una quieta passione per le biografie letterarie in cui di tanto in tanto si cimenta. La sua prevedibile esistenza viene sconvolta un giorno da una lettera tanto enigmatica quanto perentoria: L’ora è giunta. Venga lunedì con il treno delle quattro e mezzo. Manderò una macchina a prenderla alla stazione di Harrogate. Vida Winter
È questo l’invito con cui Vida Winter, sfuggente e carismatica scrittrice alla fine dei suoi giorni, informa Margaret della sua investitura a propria biografa ufficiale. Dopo mille esitazioni – perché proprio lei? sarà all’altezza delle aspettative di una delle più grandi scrittrici viventi? – la giovane parte alla volta dell’isolata magione dell’anziana autrice, nelle campagne dello Yorkshire. Superate non solo le proprie resistenze ma anche le spigolosità della sua difficile interlocutrice, Margaret si accinge finalmente all’opera, rimanendo immediatamente stregata dalle vicende della singolare famiglia Angelfield e dalla sorte di un misterioso racconto che Vida Winter non ha mai voluto pubblicare.

La tredicesima storia dipana così davanti agli occhi del lettore non solo il tempestoso trascorrere di esistenze avvolte dal segreto, ma anche la complessa, intensissima amicizia tra due donne di differenti generazioni che, dietro la magica finzione del narrare, troveranno l’una nell’altra verità su se stesse a cui mai sarebbero potute arrivare da sole.

Margaret ha scoperto presto la passione per le biografie. Storie di vite lontane, vissute in epoche diverse ma che rivivono una volta aperte le pagine delle biografie. Non è una scrittrice, solo un’appassionata. Per questo si stupisce quando riceve la lettera di una delle più grandi scrittrici dell’Inghilterra: Vida Winter. Margaret non ha mai letto niente di suo se non quello che tutti potrebbero sapere facendo una breve ricerca. Se sulle prime Margaret sembra titubante, dopo la lettura di Cambiamento e disperazione, tredici racconti, si convince ad incontrare la schiva autrice.

Non proseguo oltre per non rovinare la storia ma vi dirò che a me non ha fatto impazzire. Ho letto La tredicesima storia a scatola chiusa, non sapendo cosa aspettarmi. Per non farmi influenzare nella lettura non leggo mai recensioni prima di aver letto il libro ma sempre dopo, per scoprire se la mia interpretazione corrisponde a quella generale e non sempre lo faccio. Mi sono approcciata quindi a leggere una storia che parla di due donne molto diverse tra loro ma che si completano, una storia fatta di libri che ricorda molto Zafòn (che adoro), una storia di bugie e mezze verità.

Se i primi capitoli mi hanno conquistata, andando avanti con la storia ho iniziato ad aver difficoltà a seguirla. I capitoli sono brevi ma anche così ho faticato a starci dietro, ritrovandomi a dover leggere alcuni passaggi più di una volta. Se Margaret è un’autrice amatoriale, Vida è un’autrice navigata con alle spalle milioni di copie vendute. Eppure qual è il mistero che avvolge la sua vita? Quello a cui tutti i giornalisti hanno cercato di dar voce? E perchè affidarsi ad un’appassionata di biografie piuttosto che ad un esperto?

Tutto sarà chiaro una volta terminata la lettura ma personalmente il numero di pagine che ho dovuto leggere per arrivare alla conclusione mi è sembrata superflua. A mio avviso, invece di dare qualcosa in più, alcune parti hanno penalizzato l’intero romanzo. Nel complesso la scrittura della Setterfield è scorrevole ma non eccellente. Mi riservo la possibilità di leggere ancora qualcosa di suo prima di promuoverla o bocciarla definitivamente.

3 stelle

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