L’abbazia di Northanger

L'abbazia di NorthangerL’abbazia di Northanger

Una storia d’amore sboccia nella cittadina termale inglese di Bath tra un giovane e benestante pastore anglicano e la protagonista del romanzo, Catherine Morland. Creduta una ricca ereditiera, Catherine viene invitata dal padre del fidanzato nella residenza di famiglia, l’ex-abbazia di Northanger. Suggestionata dal luogo e ancor più dalle intense letture di romanzi dell’orrore all’epoca in gran voga, la giovane protagonista, in un classico scambio tra fantasia e realtà,vive banali eventi quotidiani alterandoli alla luce di immaginarie atmosfere di terrore. Una serie di malintesi, frutto della sua fantasia sovreccitata, mette a repentaglio il rapporto sentimentale appena nato, pregiudicato anche dalla scoperta delle sue reali condizioni economiche. Celebrazione dei riti d’ iniziazione sociale della borghesia inglese di provincia a cavallo tra Sette e Ottocento, quest’opera della Austin non si esaurisce nella storia di una contrastata passione, ma rappresenta una sottile parodia del romanzo sentimentale e soprattutto del romanzo gotico, che resta di grande attualità ancora oggi.

Recensione

Catherine vive in campagna e per lei è una grande occasione quella di essere invitata a Bath insieme alla famiglia Allen. Qua viene iniziata a quelle che sono le usanze del tempo, come ci si comporta con gli uomini, con gli adulti e in determinate situazioni. La nostra protagonista però ha solo diciassette anni, è ingenua e ama le storie gotiche di cui parla spesso con la sua amica Isabella. Ma a Bath incontrerà anche l’uomo che diventerà poi suo marito e verrà portata dalla famiglia di lui nell’Abbazia di Northanger.

Superate le prime pagine di autentico giubilo il romanzo mi è subito venuto a noia. Non solo per la storia che non mi ha trasmesso nessuna emozione ma anche per la scrittura non proprio facile. Si tratta di un romanzo poco conosciuto dell’autrice, scritto nel 1800 e come tale è stato tradotto. Le pompose frasi di circostanza cui ci si rivolge anche solo al fratello mi han rallentata ancora di più finendo per odiare ogni singola riga.

Catherine è una cretinetta come tante, ingenua e che sogna il principe azzurro in carrozza. A Bath partecipa a balli, va a teatro, prende il tè con gli adulti.. tutto mentre cerca qualcuno che la ammiri e che balli con lei o che la inviti da qualche parte. Viene scambiata per un’ereditiera invece di una ragazza che viene dalla campagna e incomprensioni e fraintendimenti la porteranno al matrimonio con il signor Tilney (io speravo sposasse un Thorpe a questo punto).

L’Abbazia di Northanger segnerà un punto di svolta nell’esistenza di Catherine perchè non si limiterà a fantasticare su una delle storie che tanto ama ma scoprirà anche una parte di sè che non pensava di conoscere.

Personalmente L’Abbazia di Northanger è stato il mio battesimo di fuoco con Jane Austen. Sì, non ho mai letto niente di suo e non penso che dopo questo potrei leggere qualcosa. Non mi piace lo stile ottocentesco della scrittura, nè la protagonista nè i personaggi che le girano attorno. Non ho trovato quell’eroina, o meglio, quell’anti-eroina di cui si parla tanto nei romanzi della Austen. Forse sarò io a non apprezzare i classici ma per quel che mi riguarda è un grande no.

#2017readingchallenge

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