L’allieva

allievaL’allieva

Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po’ distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l’istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall’affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all’omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un’aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.

L’allieva è il primo libro scritto da Alessia Gazzola. Normalmente leggere di medicina forense e simili mi attira come una calamita e questo non è stato da meno… fino alle prime 10 pagine. La sinossi non è del tutto reale. Se per “conoscere” al vittima significa averla incrociata per 5 secondi allora io conosco un sacco di gente! Ma a parte questo L’allieva sicuramente ha del potenziale, o avrebbe del potenziale, se non fosse che la protagonista è la persona più inetta dell’universo. Un medico legale conosce tutte le procedure per eseguire degli analisi, dei rilevamenti e un’autopsia. Alice non sa far altro che piangere, autocommiserarsi e sperare in un miracolo. Nel momento in cui le vien dato un ultimatum che potrebbe far finire la sua carriera di medico legale lei cosa fa? Parla del caso con la sorella della vittima raccontandole tutto ciò che un medico legale non farebbe mai e poi mai (CSI docet), non segue le procedure per eseguire un esame del DNA, si perde un cadavere e se ne va in vacanza un settimana… Per essere un’allieva di medicina legale prende sotto gamba il suo lavoro, non si cura minimamente di migliorare, ha la presunzione di saper fare ma non si applica, schifa tutti i progetti e gli aiuti che le vengono offerti e si salva solo con la raccomandazione del figlio del capo.

I personaggi in generale sono sciatti, senza personalità, piatti. L’unica degna di nota è Yukino, la coinquilina giapponese che con le sue gag e l’italiano ancora non parlato correttamente mi ha fatto sorridere (ti pecoro è esilarante). Per il resto è tremendamente noioso. Onestamente son rimasta delusa perchè avevo letto alcune recensioni molto positive e anche se non mi aspettavo nulla ai livelli di Temperance Brennan non mi aspettavo nemmeno una tale incompetente! Persino io che di medicina legale non so assolutamente niente so che determinate situazioni vanno affrontate in modo molto diverso. Sicuramente non manca di spirito d’osservazione ma quando scopre come sono andate le cose invece di andare a riferirle a chi si occupa delle indagini parte per raggiungere un uomo che non vuole avere una storia con lei!

C’è un seguito a questo libro ma dubito che lo leggerò a breve. Devo riprendermi dallo shock di questo prima…

#2015readingchallenge

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