L’amica geniale

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Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati. Si tratta di quel genere di libro che non finisce. O, per dire meglio, l’autrice porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell’infanzia e dell’adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto.

Recensione

Lila e Lanù sono due amiche improbabili che nel corso degli anni si sono un po’ perse di vista ma mai del tutto. Il romanzo si apre con la telefonata da parte di Rino, figlio di Lila, in cui cerca la madre alla casa dell’amica. Per anni hanno fantasticato sul modo migliore di sparire e a quanto pare Lila ha deciso di farlo senza lasciare tracce. È compito della vecchia amica Lanù ricostruire la vita delle due bambine, diventate adolescenti e infine adulte.

Come tutti i casi editoriali ci si dovrebbe sempre aspettare una delusione. Delusione che non ha tardato ad arrivare infatti. Non so quale sia il motivo di tanto scalpore ma io ho trovato tutto il romanzo di una noia accecante. Fortuna vuole che non si tratti di un romanzo molto lungo e che a dirla tutta scorre anche velocemente ma resta noioso.

Tutta la storia è raccontata da Elena, dal momento del primo incontro delle due bambine fino alla prima separazione dovuta all’impossibilità di Lila di proseguire gli studi ma tendendo sempre quel filo invisibile dell’amicizia. Quello che dovrebbe coinvolgerci a me ha annoiato, la storia di un rione di Napoli, la storia di due bambine nate in un contesto povero ma non troppo… noia noia e ancora noia!

Sarò di gusti difficili io? Sicuramente. Ma lo stile della Ferrante per me è più un’accozzaglia di episodi a volte legati e a volte slegati tra loro. L’amica geniale è stato considerato un caso editoriale da moltissimi, il mistero che avvolge l’autrice lascia interdetti molti critici ma a me non interessa nulla.

Mi spiace aver comprato già tutti e quattro i volumi e lasciare che prendano polvere inutilmente perchè non credo proprio di volerli leggere a breve. Per me la delusione è stata dietro l’angolo, fin dalle prime pagine ho trovato la storia sconclusionata e senza un punto focale.

#2017readingchallenge


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