Le ragazze di Kabul

Le ragazze di KabulLe ragazze di Kabul

Elsa non ha mai avuto una vita facile. Orfana di padre, ha iniziato a lavorare fin da ragazzina e con grandi sforzi è riuscita a proseguire gli studi e a ottenere il diploma di infermiera. A ventidue anni decide di lasciare Boston e di portare il suo aiuto alle popolazioni del Terzo Mondo. Ma nulla poteva prepararla a ciò che la attende nella piccola clinica di Bamiyan, in Afghanistan: la povertà e il dolore, l’orrore e la devastazione della guerra si possono toccare con mano e sono più terribili di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Nonostante lo shock Elsa continua a lavorare senza sosta. Si adatta ai costumi locali e si veste come le donne afghane, senza però rinunciare alla sua passione: il rossetto. E quando anche a Bamiyan arriverà la legge sanguinaria dei Talebani, proprio un rossetto, ritrovato per caso dopo la terribile esplosione di un autobus, darà inizio a un’amicizia che cambierà per sempre la sua vita…

Recensione

Le ragazze di Kabul si apre con una sparatoria. Elsa e i suoi amici sono sotto attacco… Prima però di arrivare a questo momento l’autrice ci fa conoscere la storia di Elsa, Parween e Mariam a partire dalla loro infanzia.

Elsa è orfana di padre, ha una sorella e un fratello tossicodipendenti e tocca a lei e alla madre prendersi cura della nipote Diana. Le complicazioni della sua malattia però la portano alla morte precocemente e questo sarà uno dei motivi per cui Elsa deciderà di diventare infermiera. Alla morte della madre decide che vuol fare di più, fare la semplice infermiera a Boston non le basta. Subito dopo l’11 settembre contatta un’associazione umanitaria e viene così spedita in Afganistan.

Parween e Mariam sono diventate da poco amiche a Bamiyan quando per loro viene organizzato il proprio matrimonio. Se per Parween si rivela un ottimo matrimonio, con figli e un marito amorevole, per Mariam si trasforma in un inferno fin da subito.

Anni dopo Elsa giunge a Bamiyan e tra mille difficoltà riuscirà ad inserirsi tra la gente del posto, a farsi degli amici e a trovare anche l’amore…

Le ragazze di Kabul è un romanzo… non so bene come definirlo. La storia di Elsa e delle donne afgane la fa da padrone, l’assedio dei talebani e la paura sono vivi per tutto il romanzo stesso. Il personaggio di Elsa però l’ho odiato fin dalle prime righe. Il fatto di essere cresciuta in un quartiere difficile e il non accontentarsi di quello che la vita le ha offerto mi ha infastidita. Questo soprattutto dal momento che paragona la sua vita alla vita che una ragazza afgana vive nel suo paese. E’ ovvio che non esiste paragone possibile. Nella nostra società, nel bene e nel male, non siamo obbligate a coprirci interamente possiamo fare amicizia con donne e con uomini, i nostri bambini hanno tutti i giocattoli che vogliono e vanno a scuola. In Afganistan, no.

Il personaggio migliore è Parween, una donna che vuole ribellarsi ai talebani, che vuole la propria indipendenza e vuole mettersi il rossetto in pubblico. E’ una donna forte, coraggiosa e “immortale”. Una donna che anche nelle difficoltà va in giro a testa alta, orgogliosa del suo essere afgana e del suo essere donna.

Ho parlato del rossetto perchè è un dettaglio che viene ripetuto alla nausea. Se per un’occidentale è la normalità non lo è per le donne afgane ma focalizzarsi tanto sulla storia dei rossetti, raccontando il risveglio di ogni mattina con l’applicazione di un rossetto sempre diverso mi ha dato sui nervi. Così come la storia con Mike, soldato americano di stanza a Bamiyan.

Mike ed Elsa si vedono mezza volta e la volta seguente sono già innamorati l’uno dell’altro. Lei è egoista, non ascolta i consigli dei soldati che vivono nella regione da oltre un anno mettendo in pericolo se stessa e gli amici. E sarà proprio questo suo egoismo, con l’ostinazione di Parween nel dover sempre dimostrare qualcosa in quanto donna, che ci porterà davanti alla sparatoria all’inizio del romanzo.

E’ stata una lettura lunga e a tratti noiosa. Mi aspettavo una storia diversa, dove le ragazze di Kabul potessero riscattarsi agli occhi di coloro che ritengono tutto il popolo afgano solo dei terroristi. Se non fosse stato per Parween e la sua forza lo avrei abbandonato dopo i primi dieci capitoli…

#2017readingchallenge

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