L’estate più bella della nostra vita

L'estate più bella della nostra vitaL’estate più bella della nostra vita

Sulla cima della collina si scorge un piccolo paese che domina il panorama lucano. E lì che Ida, Beatrice e Rossella sono cresciute. Accanto a loro Sasi, l’amico di sempre, che un giorno però ha sconvolto le loro vite. Beatrice allora ha deciso di partire senza guardarsi indietro. Ha detto addio alla sua terra e alle sue sorelle, eppure ora è lì che vuole che i suoi figli passino l’estate. Abituati alla grande città, in paese trovano tutto diverso. I coetanei sembrano lontani anni luce, anche se sono i loro cugini. Ma il linguaggio dei giovani è uguale in ogni parte del mondo, e saranno proprio loro a rompere quell’equilibrio di bugie e segreti che ha paralizzato la famiglia. Beatrice, Ida e Rossella, messe davanti alle loro scelte passate, scoprono che non esiste mai una sola verità. Sono insieme come se fosse la prima volta. In quella che per loro e i loro figli sarà l’estate più bella di tutta la vita.

Recensione

La famiglia Timpone vive da sempre a Borgo Felice. Rossella, Beatrice e Ida sono tre bambine legatissime anche se Bea è sempre quella che si fa più da parte, come se non si sentisse a suo agio. Finchè arriva Sasi che diventa un fratello acquisito e che crescendo diventa qualcosa di più. Rossella e Sasi sono inseparabili ma alla partenza di lui per Milano è Bea quella che decide di partire con lui, decisa a prendersi tutto quello che al paese non poteva avere.

Perché crescere in un piccolo paese era come tendere costantemente il filo del gioco del telefono. Tutto si amplificava, si deformava, si comprometteva di parola in parola. Un ciao diventava un impegno. Un arrivederci, un addio. Un bacio, una promessa d’amore eterno.

La seconda parte del romanzo vediamo la seconda generazione Timpone. I figli di Bea con i figli di Ida, non si conoscono e le differenze tra Nord e Sud sono inevitabili. Ma saranno proprio loro a ricostruire quella famiglia distrutta anni addietro, per un capriccio.

L’estate più bella della nostra vita è un romanzo familiare complesso, la vita di tre sorelle viene sviscerata per poi essere ricostruita. I rancori, le gelosie e i dolori sono amplificati da un piccolo paese lucano. Quello che adoro dei romanzi di Francesca è l’onestà con cui pone verso noi lettori. Nessun abbellimento stilistico per raccontarci una storia triste, pregna di dolore per le vicissitudini dei personaggi.

Bea è stata la sorella con cui ho avuto meno affinità. Egoista, approfittatrice, gelosa e opportunista. Non si cura dei sentimenti di nessuno se non dei propri. Per lei è così facile prendersi ciò che vuole che nemmeno si rende conto della devastazione che porta nella sua famiglia.

Io non so se si possa odiare una sorella. Ma sono certa che lei ci deve odiare davvero tanto per aver fatto questo alla mamma.

Ida è quella che in età adulta ha affrontato un dolore fortissimo. Quella che si è vista scivolare una vita monotona ma soddisfacente. Ida che ha conosciuto e sposato solo un uomo, Biagio. Ida che ama senza condizioni i suoi figli, anche se imperfetti. Ida che si è annullata come madre, come moglie e come donna da quando Miriam si è spezzata…

Eppure, quando un trauma così grave coinvolge la tua famiglia e soprattutto un figlio, è indiscreta la fede, fuori luogo anche la più banale consolazione. Non esistono bicchieri mezzi pieni. Devi calibrare i pensieri, i sorrisi, i gesti. Non cedere alla compassione, ma nemmeno tentare, mai, di sdrammatizzare. Per questo non ne facevo una giusta. Perché nessuno ti prepara a un simile martirio.

E infine Rossella. Quella per cui ho fatto il tifo fin dall’inizio. La più piccola, fragile e debole. Quella che viene calpestata da una sorella troppo presa da se stessa per poter alzare la testa e prendersi ciò che è suo.

Gli esseri umani vogliono essere ricordati per il potere che hanno accumulato. Hanno l’ansia di diventare immortali e non si accorgono che c’è un solo modo per esserlo. Attraverso una buona famiglia.

Ma la vera forza di questo romanzo è la seconda generazione Timpone. Liberi da ogni legame familiare i cugini si comportano come estranei ed è questa la loro unicità. È da questo legame privo di pregiudizi che la famiglia Timpone riuscirà a ricostruirsi. Parlando, chiarendosi, scusandosi.

Un romanzo che si legge tutto d’un fiato, un nuovo inno a quella regione poco raccontata che è la Basilicata.

#2017readingchallenge


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