L’invenzione dei desideri

L'invenzione dei desideriL’invenzione dei desideri

Sono passati più di diciotto mesi da quando Lane è partito da Stranwyne Keep, e nonostante il governo inglese abbia dato notizia della sua morte, Katharine non smette di aspettarlo, convinta che il giovane di cui è innamorata sia ancora vivo. Una notte, mentre la casa è sprofondata nel sonno, due uomini mascherati si introducono nella tenuta del Borgo per catturare zio Tulman, lo scienziato inventore di creazioni meccaniche così geniali e rivoluzionarie da fare invidia anche agli insospettabili. La Corona inglese, infatti, vorrebbe lo zio sotto la sua custodia, ma Katharine non può arrendersi: è arrivato il momento di partire. Gli eventi la condurranno a Parigi, città dai mille volti e dalle mille orecchie, dove vengono intessuti piani oscuri. Katharine dovrà ricorrere a tutta la sua forza per difendersi, in una disperata ricerca dell’amore e della verità che dai sotterranei di Parigi la porterà fin nelle stanze dell’imperatore.

E anche al buio, nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, nella lingua sbagliata, riconobbi quella voce.

Ho aspettato troppo a leggere questo nuovo e ultimo capitolo della duologia scritta da Sharon Cameron dal titolo L’invenzione dei desideri. Anche questa volta la scelta è stata dettata anche da una copertina che trovo strabiliante oltre che da una trama che non aspettava altro che di essere scoperta.

Sono passati diciotto lunghissimi mesi da quando Lane, disperato per la morte del piccolo Davy, ha lasciato la tenuta di Stranwyne Keep. Diciotto sono i mesi passati da Katharine ad aspettare il suo ritorno. Ma Katharine sa anche che in questi diciotto mesi Lane ha continuato a dare la caccia all’uomo che si faceva chiamare Ben Aldridge. Una notte però degli uomini vengono a rapire l’esuberante zio Tully e Katharine è costretta a fuggire a Parigi per evitare che le invenzioni dello zio possano nuocere a qualcuno. Quello che non sa è che è esattamente quello che i francesi si aspettano da lei. Katharine in Francia non solo dovrà proteggere suo zio dagli inglesi e dai francesi che vogliono impossessarsi delle sue idee ma dovrà anche cercare il suo amato Lane, che tutti credono morto.

Come ne La fabbrica delle meraviglie, la Cameron risalta per la sua scrittura semplice ma diretta. La storia è sempre fantasiosa, lo zio Tully resta un personaggio secondario almeno in questo capitolo mentre la protagonista indiscussa resta Katharine. Incontrerà personaggi come Napoleone e l’imperatrice, si troverà più volte faccia a faccia con la morte insieme alla sua fedelissima cameriera Mary e troverà nella vecchia amica della zia Alice Lady Hardcastle un’improbabile alleata. La morte delle persone che le stanno intorno sembrano non scalfirla ma sappiamo tutti che invece ogni singola morte la porterà sulla coscienza come se fosse stata lei la causa.

La fabbrica delle meraviglie

5 stelle

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