L’invito

invitoL’invito

Giovane scrittrice, Nora era stata invitata all’addio al nubilato di una vecchia compagna di scuola: Clare. Nora non vuole andare, non ha voluto tenere i contatti ed è evidente che è successo qualcosa di brutto allora, ma poi si convince e insieme ad un’altra amica del liceo, Nina, con cui è rimasta in amicizia, parte per la casa nei boschi che li ospiterà nel weekend. Ma qualcosa va storto: durante un gioco di società in cui tutti bevono troppo, vengono rivelati segreti e rancori del passato; durante un temporale salta la corrente e in una seduta spiritica emerge un oscuro avvertimento: nella casa c’è un assassino… Niente è come sembra e Nora dovrà cercare di ricostruire i fatti e capire chi la vuole incastrare.

L’invito è il romanzo d’esordio di Ruth Ware e per molti versi mi ha ricordato La psichiatra di Wulf Dorn. Ho scelto di leggerlo soprattutto per la copertina, mi ha intrigata fin dal primo momento e non ho potuto fare a meno di iniziarne la lettura. E l’ho letto piuttosto velocemente devo dire. Mi ero ripromessa di leggere solo un paio di capitoli alla volta invece, complice il caldo fotonico di questi giorni, mi sono arenata sul letto modello balena e me lo son divorato. Per stare in tema con la copertina. Certo è che se mi fossi limitata a leggerne la trama non l’avrei mai letto ma devo dire che invece mi ha stupita in modo positivo.

I personaggi non sono scontati. Nora, pur essendo una scrittrice di discreto successo, vive una vita monotona. L’unica sua “evasione” è la corsa mattutina perchè per il resto della giornata sta nel suo monolocale a scrivere. Nina è una dottoressa lesbica molto carismatica che cozza con il carattere chiuso di Nora. Nina è esuberante, talvolta acida ma senza troppi peli sulla lingua. Tom è un uomo, gay anche lui, sposato con un regista di opere teatrali. Anche lui ha un carattere espansivo, facilitato forse anche dall’uso di droghe. Claire è la reginetta della scuola, quella sempre perfetta e impeccabile. E poi c’è Flo, il personaggio che mi piace meno. Prova un’ossessione maniacale per Claire, è isterica insicura e patetica. James, il motivo per cui Claire e Nora non si parlano più da anni, è solo una presenza di sottofondo. Per certi versi non aggiunge niente alla storia per il 75% del libro per poi apparire come un fantasma e stravolgere tutto. Da questo punto in poi torna a ricordarmi La Psichiatra. Lo stile è molto simile, l’evolversi delle vicende anche.

Per quasi tutta la lettura è venuto anche a me da chiedermi “perchè mai questo invito? perchè dopo dieci anni? Perchè mandarmi un invito per l’addio al nubilato se poi non mi manda l’invito per il matrimonio?” E infine ecco la verità, una verità sorprendente e totalmente inaspettata!

#2015readingchallenge

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