L’ultimo dei pirati – La storia di Oliver Neville

oliverL’ultimo dei pirati – La storia di Oliver Neville

Il romanzo, raccontato in prima persona, narra di un marinaio inglese al servizio della più potente flotta al mondo: la Royal Navy. Di famiglia marinara, viene educato con una cultura ferrea in onore della Corona inglese e viene costretto a sposarsi con una moglie che non ama. Nella sua vita non c’è niente che lo renda felice, se non il suo unico figlio Tommy… tuttavia, lo riesce a vedere poco tra una guerra e l’altra.
In cuor suo, Oliver non si è mai sentito appartenente a quel mondo tirannico fatto di gerarchie. Ha sempre nutrito un forte desiderio inconscio di libertà e di giustizia.
Viene mandato in missione per scortare una nave mercantile nelle acque dei Caraibi, infestate dai pirati.. ma quel che ancora non sa, è che nel Nuovo Mondo incontaminato si sta per realizzare il suo grande destino.

Ho sentito parlare di Marco De Nardo in occasione della Festa del Libro che si è tenuta ad Orbassano dal 16 al 19 aprile. Marco è stato ospite della stessa e mentre ero intenta a vendere libri per lo stand Verdelibri ho ascoltato la sua intervista. Innanzitutto Marco è un mio compaesano di ventisei anni che ha optato per il self publishing invece che affidarsi ad una casa editrice. Come ha detto lui durante l’intervista, si è ripassato la grammatica italiana tra cui i congiuntivi, si è corretto la bozza in modo autonoma e si è affidato ad uno dei tanti servizi per pubblicarti da solo i tuoi libri. E secondo me ha fatto una scelta saggia, se ha talento verrà contattato dalle case editrici e a questo punto sarà lui a poter spuntarla sul prezzo.

Solitamente questo genere di libri mi piace molto ma ho fatto davvero fatica a concluderlo. Tralasciando qualche errore di battitura e un paio di verbi non proprio azzeccati ho trovato la storia lenta. Non è una brutta storia ma secondo me alcuni passaggi son di troppo. Non ho condiviso l’uso del passato remoto anche se si tratta di Oliver che racconta la sua storia. Io al suo posto avrei usato un semplice presente storico che fa figo e non impegna ma soprattutto rende a mio avviso la storia più scorrevole. Non nego che più di una volta son stata sul punto di interrompere la lettura ma, come sempre, la curiosità e i colpi di scena hanno avuto la meglio. Adoro Morris, è divertente e ha un ideale per cui è disposto a morire pur di perseguirlo. Oliver invece mi è sembrato a tratti insulso e a tratti un personaggio straordinario. E’ un marinaio della più grande flotta inglese ma non conosce nulla del mondo tant’è che persino le sue bimbe di soli 3 anni sanno come è fatta una scimmia mentre lui no! Pessima la scelta di intrattenere pezzi di dialogo in spagnolo e in francese, non tutti conoscono le lingue. L’uso dei termini sarebbe dovuto essere più appropriato anche se inizialmente l’autore ha specificato che avrebbe resto il testo più “attuale” ma son dell’idea che alcune terminologie non andrebbero modificate. L’esempio che più ho notato è stato l’uso del termine montacarichi invece di argano. Ammesso che volesse realmente intendere argano perchè il montacarichi è stato “inventato” nel 1850 e non coinciderebbe con il periodo storico in cui si svolgono le avventure di Oliver.

Avrei immaginato una fine scontata ma per fortuna il finale è tutto fuorchè scontato, anzi. Ho apprezzato molto il volgersi della fine della storia tirando fuori l’ennesimo colpo di scena. Consiglio a tutti coloro che amano le storie di pirateria.

Un libro scritto da un autore con meno di 30 anni

#2015readingchallenge

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