Nobody

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A Scarborough, una località di mare dello Yorkshire, viene trovato il corpo di una studentessa brutalmente assassinata. Per mesi la polizia brancola nel buio alla ricerca non solo di un autore, ma anche di un movente. Fino a quando un nuovo omicidio scuote gli abitanti della cittadina. Questa volta la vittima è una donna anziana. Le modalità dell’assassinio, tuttavia, sono le stesse e la poliziotta incaricata delle indagini si convince che il nesso fra gli omicidi sia da ricercare nel passato delle due famiglie. E, con l’aiuto di un diario trovato per caso, si imbatte in una vicenda accaduta più di mezzo secolo prima, quando in paese era arrivato insieme agli sfollati da Londra durante i bombardamenti, un bambino di cinque anni apparentemente orfano, ritardato e che si era subito attaccato a una ragazzina di poco maggiore. Brian era il suo nome: questo era tutto ciò che si sapeva di lui. Da tutti era stato «battezzato» Nobody e da tutti era stato maltrattato per anni, atrocemente. A Scarborough tutti avevano cercato di dimenticare questa brutta storia. Ma ognuno, in cuor suo sapeva che un giorno o l’altro sarebbe saltata fuori…

Recensione

Durante gli anni della guerra non era strano che i bambini venissero affidati a famiglie lontane dai conflitti, per metterli al sicuro. E Fiona è una di questi bambini che un giorno viene affidata alla famiglia Beckett nello Yorkshire. Con lei, Brian, un orfano ritardato che si lega a lei come se fosse sua madre e che per tutta la vita non farà che aspettarla. La vita però non sempre va come abbiamo previsto e Brian, ribattezzato Nobody, sparirà dalla vita di Fiona e per anni nessuno ne sentirà mai parlare. Almeno fino a quando l’omicidio di una giovane prima e di Fiona poi, non faranno tornare tutto a galla. Vecchi rancori sopiti e sepolti da anni torneranno con tutta l’atrocità che ne consegue.

Il male è spesso il frutto della stupidità della gente.

Per essere il primo libro che leggo di Charlotte Link, ammetto che non mi abbia colpita più di tanto. Probabilmente ho scelto quello meno interessante o semplicemente la storia non mi è parsa così interessante. Per gran parte del romanzo non sono riuscita a seguire il nesso che collegasse tutti i personaggi con quel bambino dimenticato da tutti. E fino alla fine del romanzo in effetti a nessuno interessa di Brian. Nobody dava l’impressione come se fosse il protagonista del romanzo invece resta ai margini della storia principale.

I personaggi sono uno più insignificante dell’altro. Abbiamo una giovane coppia problematica, una vecchia impicciona, un vecchio taciturno, la figlia zitella di lui, un fidanzato belloccio, la nipote divorziata e ambiziosa di lei e un ex marito ancora innamorato. E non dimentichiamoci della poliziotta avida di potere e che vuol far carriera a tutti i costi. E l’affittacamere pettegola, dove la mettiamo?

Insomma, tutta la storia mi sembra campata per aria. Gli omicidi di Amy Mills e Fiona Barnes passano all’ultimo piano per dare un misero spazio alla storia di Chad e Fiona e della loro responsabilità nei confronti di Nobody. Passato e presente sono ben distanti tra loro. Il filo invisibile che pare tenere unite le due storie è Gwen, la figlia zitella di Chad e la fattoria in suo possesso. Tutto succede alla fattoria Beckett ma niente di più.

Nobody è solo un pretesto per giustificare il comportamento dell’assassino di Fiona, mentre di quello di Amy Mills resta apparentemente insoluto o quanto meno non se ne fa cenno se non nella prima metà del romanzo. Quello che doveva rivelarsi un thriller non è altro che un’accozzaglia di storie senza senso, con un pizzico di mistery all’interno.

Quando uno è pazzo, le ragioni per ammazzare il prossimo possono essere tante.

In parole povere, una delusione.

#2017readingchallenge


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