Non ho paura del buio

Non ho paura del buio - Robert DugoniNon ho paura del buio

Da vent’anni Tracy Crosswhite cerca di scoprire chi abbia veramente rapito e ucciso Sarah, l’adorata sorella minore. Non è mai stata convinta che il colpevole fosse Edmund House, lo stupratore finito in carcere per l’omicidio. Tracy, diventata detective della Squadra Omicidi di Seattle, dedica la propria vita a dare la caccia agli assassini e quando i resti di Sarah vengono scoperti nei pressi della cittadina in cui sono cresciute, sui monti Cascade nello Stato di Washington, capisce che quella è l’ultima occasione per trovare risposta alle sue angoscianti domande. E nella vertiginosa ricerca del vero colpevole, farà riemergere oscuri e minacciosi segreti sepolti da tempo che cambieranno per sempre la sua relazione con il passato, con la sua famiglia e con la sua stessa vita. Ma al termine di una ininterrotta sequenza di colpi di scena, davanti a lei si spalancherà la porta su un destino di morte. O di amore.

Ero convinta che Non ho paura del buio fosse il primo romanzo di Robert Dugoni ma probabilmente è solo quello che ha riscosso maggior successo. Mi son domandata mentre leggevo perchè mai un avvocato dovesse decidere di scrivere romanzi e mi son risposta che probabilmente, Dugoni come Grisham, sanno fare davvero il loro mestiere di oratori e hanno la grande capacità di coinvolgere chiunque li ascolti o li legga. Ma veniamo a noi. Anzi veniamo a Tracy.

Sono passati vent’anni dall’omicidio della sorella Sarah ma Tracy non riesce a darsi pace. E’ convinta che ci siano troppe incongruenze e pensa che House, l’uomo arrestato per il suo omicidio, in realtà sia stato incastrato. Dopo vent’anni finalmente ne trovano il cadavere e Tracy decide che adesso è il momento di riaprire il caso, è per questo che è diventata una delle poche detective donna degli Omicidi di Seattle. La storia si svolge in un ritmo serrato e incalzante, 75 capitoli circa e non sentirli. Ti rapisce dalla prima all’ultima parola, ti confonde e fuorvia il lettore dal colpevole. Dugoni ha avuto la capacità di confondermi davvero. In un primo momento ho pensato si trattasse dello sceriffo Callaway vista la sua ostinazione a non voler riaprire le indagini, ho dubitato anche del bel Dan per poi pensare al vicesceriffo… insomma, chi diavolo ha davvero ucciso Sarah? Ma soprattutto, perchè?

Dopo una serie di libri discreti finalmente un thriller degno di questo nome. La preghiera delle due sorelle, Non ho paura del buio, ci accompagnerà per tutto il romanzo e spiegherà moltissime cose dal ritrovamento del cadavere di Sarah. Il finale è tutto fuorchè scontato tanto che quando sono arrivata al 55esimo capitolo pensavo che gli altri venti si sarebbero rivelati superflui. Mi sbagliavo. Sono proprio gli ultimi capitoli a portarci a conoscenza delle motivazioni che han spinto il killer ad uccidere una ragazza che conoscevano e amavano tutti in città. E che dire della copertina? A me ha dato quel senso di angoscia che penso proverebbe chiunque venga rapita, stuprata e infine uccisa.

Considerazione personale

Io ho una sorella minore. Non voglio nemmeno immaginare come mi sarei potuta sentire io se fosse successo a me. Ok, in Italia le ricerche vengono svolte diversamente. E forse non l’avremmo mai trovata ma mi sono immedesimata completamente in Tracy, ridendo con lei le rare volte che è capitato ma soprattutto piangendo con lei la morte e il ritrovamento di Sarah. Chi può essere così crudele da portarti via la cosa più preziosa che hai? Come può un essere umano fare del male ad un altro essere umano?

5 stelle

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