Notti in bianco, baci a colazione

Notti in bianco, baci a colazioneNotti in bianco, baci a colazione

– Papà, – ha detto, – quando hai incontrato
la mamma, come hai fatto a sapere che era
la mamma?
– L’ho capito dopo circa dieci minuti.
– E da cosa?
– Quando ci siamo incontrati la prima volta,
si è sollevata i capelli dietro la nuca, sopra
la testa, e si è fatta uno chignon senza
neanche un elastico, solo annodandoli.
– E allora?
– E allora lí ho capito che lei aveva
disperatamente bisogno di un elastico.
E io dei suoi capelli.

Il respiro di tua figlia che ti dorme addosso sbavandoti la felpa. Le notti passate a lavorare e quelle a vegliare le bambine. Le domande difficili che ti costringono a cercare le parole. Le trecce venute male, le scarpe da allacciare, il solletico, i «lecconi», i baci a tutte le ore. Sono questi gli istanti di irripetibile normalità che Matteo Bussola cattura con felicità ed esattezza. Perché a volte, proprio guardando ciò che sembra scontato, troviamo inaspettatamente il senso di ogni cosa. Padre di tre figlie piccole, Matteo sa restituirne lo sguardo stupito, lo stesso con cui, da quando sono nate, anche lui prova a osservare il mondo. Dialoghi strampalati, buffe scene domestiche, riflessioni sottovoce che dopo la lettura continuano a risuonare in testa. Nell’«abitudine di restare» si scopre una libertà inattesa, nei gesti della vita di ogni giorno si scopre quanto poetica possa essere la paternità.

Recensione

Mica facile eh fare la recensione di Notti in bianco, baci a colazione. Come fai a descrivere un libro composto da pensieri e dialoghi di tre bambine con il proprio padre? Non puoi, così vi dico cosa è stato per me leggere l’opera prima di Matteo Bussola.

Uno spasso. Divertimento allo stato puro. Gioia, occhi a cuoricino, risate. L’ingenuità di tre bambine nel porre domande esistenziali al padre che il più delle volte termina con “ordiniamo la pizza”. Ma anche la gioia di essere padre di un uomo che fino ad allora era stato molte cose ma mai un padre. E padre per tre volte, di tre femmine, ognuna diversa dall’altra. Chi ha parlato prima e chi per molto tempo diceva solo A (ma intendeva molte cose eh). Chi chiede l’acqua e chi snasa… in questo modo Matteo Bussola ci racconta un anno della sua vita, attraverso le stagioni. Diviso in 4 parti, questo libriccino racchiude tutte le gioie e tutti i dolori di essere padre.

Così eccoci nel suo mondo fatto di disegni e storie e notti insonni e trecce fatte dai papà. Ma non è solo questo. E’ proprio uno squarcio di vita comune, di quelle che si trovano in ogni casa dove un padre adora le sue figlie e farebbe di tutto per loro. Su Facebook poi potete trovare tante di quelle scenette che non potrete fare a meno di leggerne un paio al mattino.

Certo, se vi aspettate un libro di alta cultura lasciate perdere. Questo non è quel genere di libro. E’ di più, molto di più. E’ quello che ognuno di noi vorrebbe fosse il padre dei nostri figli. Io, che di figli non ne ho e nemmeno ne voglio, non  desidererei niente di meglio.

Se cercate Matteo potete trovarlo su e giù per l’Italia, molto probabilmente su un treno (con un piede rotto?), a osservare ciò che lo circonda e a regalarlo a noi lettori, con la sua scrittura unica e leggera. Comprate, comprate e ancora comprate questo piccolo capolavoro.

#2017readingchallenge

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