Pista nera

Pista neraPista nera

Semisepolto in mezzo a una pista sciistica sopra Champoluc, in Val d’Aosta, viene rinvenuto un cadavere. Sul corpo è passato un cingolato in uso per spianare la neve, smembrandolo e rendendolo irriconoscibile. Poche tracce lì intorno per il vicequestore Rocco Schiavone da poco trasferito ad Aosta: briciole di tabacco, lembi di indumenti, resti organici di varia pezzatura e un macabro segno che non si è trattato di un incidente ma di un delitto. La vittima si chiama Leone Miccichè. È un catanese, di famiglia di imprenditori vinicoli, venuto tra le cime e i ghiacciai ad aprire una lussuosa attività turistica, insieme alla moglie Luisa Pec, un’intelligente bellezza del luogo che spicca tra le tante che stuzzicano i facili appetiti del vicequestore. Davanti al quale si aprono tre piste: la vendetta di mafia, i debiti, il delitto passionale. Quello di Schiavone è stato un trasferimento punitivo. È un poliziotto corrotto, ama la bella vita. Però ha talento. Mette un tassello dietro l’altro nell’enigma dell’inchiesta, collocandovi vite e caratteri delle persone come fossero frammenti di un puzzle. Non è un brav’uomo ma non si può non parteggiare per lui, forse per la sua vigorosa antipatia verso i luoghi comuni che ci circondano, forse perché è l’unico baluardo contro il male peggiore, la morte per mano omicida (“in natura la morte non ha colpe”), o forse per qualche altro motivo che chiude in fondo al cuore.

E’ la sera di giovedì quando il vicequestore Rocco Schiavone riceve una chiamata per un omicidio. Il cadavere si trova su una pista nera, una pista sciistica poco battuta e usata solo dai mezzi di servizio. Il cadavere è irriconoscibile e tocca al vicequestore capire se si sia trattato solo di un incidente o di omicidio.

Questi autori italiani mi stanno piacendo. E’ la prima cosa che ho pensato quando ho letto la trama di Pista nera. Primo di una serie interamente dedicata al vicequestore più irriverente che io conosca, Schiavone è stato trasferito da Roma in Val d’Aosta, per un qualche sgarro di cui scopriremo solo verso la fine del romanzo. La storia è semplice. Un cadavere rinvenuto a Champoluc e un’indagine da avviare. Incidente o omicidio? Schiavone nei giorni successivi al ritrovamento del corpo dovrà sbrogliare la matassa e fare pace anche con se stesso.

Il passato è un morto il cui cadavere non la smette mai di venirti a trovare. Di notte come di giorno. E la cosa ti fa pure piacere. Perché il giorno che il passato non dovesse più farsi vivo a casa tua, significa che ne fai parte. Sei diventato passato.

Sì perchè Rocco Schiavone non ha nulla da invidiare agli altri commissari di polizia. Non è onesto, non è gentile, non è la reincarnazione della giustizia. Anzi è sconsiderato, sgarbato ma soprattutto della giustizia se ne fa beffe. Raggiungere il risultato con il minimo dispendio di energie, questo è il suo scopo. E il suo lavoro lo sa fare maledettamente bene. Proprio perchè non segue le regole, è sopra le righe. E la sua caratteristica migliore rende il romanzo Pista nera avvincente ma non scontato. Un classico giallo che prevede un omicidio, un’indagine e la soluzione che è tutto fuorchè scontata.

Ma soprattutto è proprio lui a far sì che il romanzo piaccia alla gente che lo legge. Non a caso a breve lo vedremo anche in TV, in una serie dedicata proprio ai romanzi di Manzini. Rocco Schiavone ha un modo di fare rude, grezzo e davvero poco gentile. Roba che se succedesse nella realtà (e non dubito che non succeda) verrebbe probabilmente arrestato per aggressione, molestia, minacce, ecc… tutta una serie di effrazioni di cui non vi parlerò rende questo personaggio indimenticabile proprio nei modi e nei gesti.

E poi diciamocelo, non sembra nemmeno un uomo da buttare! Certo, non sa cosa sia il romanticismo o l’educazione ma a noi donne l’uomo rude piace, il più delle volte. Sicuramente è un amante della buona cucina, del mare, di Roma, delle donne e del fumo. Le sue immancabili Camel che però… mancano. In compenso c’è Italo che lo rifornisce di Chesterfield.

Per gli amanti del classico giallo, Pista nera è imperdibile. E così anche i successivi capitoli che non mancherò di procurarmi. Rocco Schiavone vi aspetta con altri casi e altre indagini che verranno quasi sicuramente classificate come “una rottura di coglioni di grado 10”. Anche io adotto il suo metro d’ora in avanti!

5 rating

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