Postmortem

Postmortem - Patricia CornwellPostmortem

Un serial killer è in azione nella città di Richmond: già tre donne sono morte, violentate e strangolate nelle loro camere da letto. Nulla le accomuna, l’omicida sembra colpire a caso. La sola costante è che i delitti avvengono sempre di sabato, prima dell’alba. è per questo che quando una telefonata della polizia la sveglia nel cuore della notte, Kay Scarpetta, capo dell’ufficio di medicina legale della Virginia, intuisce immediatamente che l’inafferrabile assassino ha agito di nuovo. La minaccia incombe, il sanguinario killer può tornare a colpire in qualunque momento e da qualunque parte. Kay non può escludere nessuna ipotesi, nemmeno quella di essere il suo prossimo obiettivo. E sa di avere anche altri nemici: qualcuno che sta cercando di intralciare la sua azione, qualcuno che nell’ombra cerca di insidiarne il ruolo, compromettendo irrimediabilmente la caccia all’assassino.

Kay Scarpetta è la protagonista assoluta del primo romanzo scritto da Patricia Cornwell e dal titolo di Postmortem. Ogni volta che mi imbatto in un medico legale è per me inevitabile rifarmi a modelli come Temperance Brennan o Maura Isles che dai libri sono approdati anche nelle nostre TV.

Kay Scarpetta sta indagando su una serie di omicidi in cui le vittime, tutte donne, vengono legate, stuprate e torturate prima di essere uccise. Cinque donne e cinque casi in cui il medico legale deve refertare, analizzare e trasmettere quello che queste povere donne han dovuto subire prima che sia sopraggiunta la morte. Sarà che non avevo mai letto nulla scritto dalla Cornwell ma la dottoressa Scarpetta non è riuscita a farsi amare. Se da un lato si dimostra come un medico integro e competente, dall’altra dimostra di essere una donna fragile e che si piange addosso. Più di un capitolo infatti sottolinea il fatto che lei, durante alcune discussioni con i piani alti o anche con l’uomo con cui esce, avrebbe solo voglia di piangere. Frustrazione o commiserazione? Dal romanzo mi è sembrato capire che sia un mix delle due. Frustrazione per non riuscire a venire a capo di questi omicidi, sapendo che tutte le donne che vivono sole lei compresa, potrebbe essere una potenziale vittima. Commiserazione perchè non riesce ad affrontare lo stress che ne consegue? E che dire dei sospetti su tutti quelli che conosce? Prima sospetta di Bill e poi di Marino e infine anche del suo superiore, perchè sicuramente uno dei tre qualche cosa deve pur aver fatto!

Leggerò sicuramente ancora qualcosa della Cornwell, sono curiosa di sapere come il personaggio di Kay si è evoluta nei suoi romanzi. A grandi linee però il suo stile in Postmortem non mi ha fatto impazzire. Che sia solo perchè si trattava del primo romanzo? O è totalmente colpa del traduttore che non è stato in grado di rendere in modo efficace il taglio originale?

3 stelle

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