Questa volta leggo… #3

… Un libro pubblicato nel 2018

Bentornati amici al terzo appuntamento con la rubrica Questa volta leggo…

Per il mese di Aprile la scelta è stata semplice, ho puntato su un’autrice di cui ho sentito molto parlare e di un libro già pubblicato in passato ma uscito qualche mese fa in una nuova veste. L’argomento del mese infatti è un libro pubblicato nel 2018.

Vi incollo qua sotto il solito calendario con tutti gli appuntamenti passati e futuri delle blogger partecipanti. Passate a trovarci e lasciate un vostro commento.

Vi piace questa rubrica? E i libri scelti da me e dalle altre partecipanti? La mia lista dei desiderati si sta allungando…


luckyLucky

«Sei fortunata» si sentì dire Alice dal poliziotto che raccolse la deposizione dopo lo stupro da lei subìto quando aveva 19 anni. «Una ragazza fu stuprata e smembrata in quel luogo tempo fa». Il senso di questa controversa fortuna è il tema sul quale l’autrice torna sistematicamente nel corso del suo libro che è a un tempo drammatica testimonianza, lucida e spregiudicata indagine sulla violenza e le sue conseguenze e sconcertante ritratto autobiografico, denso di candore e acutezza psicologica, anticonformista e ironico, pieno di dolore e legittima ribellione. Alice, condannata dalla violenza alla solitudine e alla discriminazione, costretta a vivere in un mondo che ha solo due colori, ciò che è sicuro e ciò che non lo è, “rovinata” agli occhi di familiari, amici e fidanzati, riuscirà con coraggio a superare prove durissime per vivere in un mondo dove orrore e amore convivono. Lucky è anche un resoconto illuminante sulla tortuosa e insolita genesi di un talento letterario tra i più innovativi della scena letteraria internazionale.

Recensione

Sono passati trentasei anni da quando sono stata violentata, diciotto dalla prima edizione di Lucky, e solo due mesi da quando un molestatore seriale nonché orgoglioso palpeggiatore di figa è stato eletto quarantacinquesimo presidente di questi Stati Uniti.

La scelta di leggere questo libro è stata semplice. Galeotto fu un articolo su IlLibraio in cui Alice Sebold parlava della ripubblicazione del suo primo romanzo: Lucky.

Fortunata, come le dissero una notte di maggio del 1981 dopo essere stata stuprata. Per molti anni non fecero altro che definirla in questo modo: fortunata, lucky. Fortunata perchè si era salvata, fortunata perchè sarebbe potuto andare peggio, fortunata perchè l’uomo che l’aveva violentata era stato arrestato e condannato, fortunata perchè la sua vita era andata avanti.

Ma per Alice non è mai stato così semplice. La strada, lo sapeva, sarebbe stata tutta in salita. Quella notte aveva perso non solo la sua verginità ma anche la sicurezza, l’ingenuità e la genuinità del suo essere ragazza.

Vi starete chiedendo perchè io abbia scelto un libro dalle note macabre e tristi come Lucky.

Ne sono stata attratta come un magnete. I casi di stupro, in Italia e non, sono sempre molto delicati e spesso restano irrisolti. Volevo leggere di qualcuno di vero che invece era andata fino in fondo e aveva ottenuto giustizia. Volevo leggere di come possa essere possibile superare una violenza simile, cosa comporta nella vita di tutti i giorni e nella vita futura.

E niente, io non avrei mai il coraggio di Alice. Lei si è dimostrata subito forte, ha subito reagito e ha fatto condannare un uomo perchè è stata furba. Lo ha assecondato memorizzando ogni dettaglio che potesse essere utile a catturarlo. E alla fine, nonostante tutto, ne è uscita vincente. Non ha avuto certo una vita facile nè felice. Ha commesso tanti errori ma ha trovato un suo equilibrio che le ha permesso di svolgere una vita quasi normale.

È una lettura che coinvolge, sconvolge e muta il nostro atteggiamento. Mi son sentita partecipe del suo dolore, delle sue ansie e delle sue paure. Insieme abbiamo affrontato un viaggio verso la “guarigione”, un viaggio fatto di cadute e rimesse in piedi, un viaggio fatto di alcol e droghe fino alla consapevolezza che lo stordimento del momento non serve a dimenticare.

Una storia vera che racconta la rinascita di una donna, di un ritorno alla vita inaspettato. Un romanzo che consiglio di leggere almeno per la maggior parte del libro. L’ultimo capitolo, in cui Alice racconta gli ultimi anni della sua vita dopo lo stupro, non mi hanno particolarmente colpita.

Devo fare una piccola menzione a qualche personaggio. In primis la madre della Sebold. Se io avessi una madre così penso che non potrei mai affrontare una prova così difficile. Una donna insignificante, con più attacchi di panico lei che non so chi altri. Il padre, al contrario, è l’uomo che tutti vorrebbero come padre. Certo non molto presente nella vita di tutti i giorni ma dal quell’8 maggio 1981 non perde occasione per appoggiare la figlia in ogni sua scelta e durante ogni prova che dovrà affrontare durante il processo. La sorella Mary, sopraffatta da tanto dolore non riesce a trovare il proprio posto nel mondo e finirà per logorare il rapporto con Alice. E infine Lila, piccola dolce Lila. A lei va il mio abbraccio più grande.

Alice, per te invece, un grazie. Grazie per aver trovato il coraggio di scrivere Lucky.

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Ringrazio Chiara de La lettrice sulle nuvole, Dolci de Le  mie ossessioni librose e Laura de La Libridinosa.

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