Questa volta leggo… #6

… Un libro ambientato in Italia

Bentornati amici al sesto appuntamento con la rubrica Questa volta leggo…

Per questo mese la scelta è caduta su un libro ambientato in Italia. E così ho dato una seconda possibilità a Il metodo del coccodrillo.

Vi incollo qua sotto il consueto calendario con tutti gli appuntamenti passati e futuri delle blogger partecipanti. Passate a trovarci e lasciate un vostro commento. Vi piace questa rubrica? E i libri scelti?


Il metodo del coccodrilloIl metodo del coccodrillo

Un killer freddo e metodico sta seminando il panico in città. Lo chiamano il Coccodrillo. Come il rettile sa aspettare la preda e colpirla al momento giusto, e dopo aver ucciso piange, o almeno cosí sembra. Delle indagini finirà con l’occuparsi, quasi per caso e con disappunto dei superiori, un ispettore siciliano trasferito da Agrigento per punizione.

Un pentito lo ha accusato di collaborare con la mafia e lui ha perso ogni cosa: il lavoro, la moglie, la figlia. Il suo nome è Giuseppe Lojacono e sorprenderà tutti, tranne il giovane magistrato Laura Piras, donna brusca e appassionata che crede in lui da subito. I due avranno modo di incontrarsi di nuovo: a Pizzofalcone.

Recensione

Devo ammetterlo, ero scettica. Il mio primo approccio con De Giovanni era stato pessimo. Avevo abbandonato Il metodo del coccodrillo ai primissimi capitoli.

Ho riprovato a leggerlo ed è chiaro che la prima volta non era il momento adatto per farlo perché l’ho letto in 24 ore e non mi succede poi così spesso ultimamente. Il metodo del coccodrillo è l’apripista a quella che è la serie di Pizzofalcone con protagonista proprio l’ispettore Giuseppe Lojacono.

C’è un uomo che si mimetizza per le vie di Napoli, che uccide con metodo e poi piange le sue vittime. Il Coccodrillo è il nome che la stampa ha scelto per lui. Il modus operandi e la precisione con cui uccide è una caratteristica dell’anfibio e l’uomo ha un compito ben preciso da portare a termine. Quando i distretti coinvolti negli omicidi si ritrovano a brancolare nel buio ecco che l’ispettore Lojacono districa la matassa.

Ecco quindi che il protagonista dei romanzi successivi ci viene fatto conoscere. Rassegnato e stanco, Lojacono ha perso tutto quello che di importante aveva. Il suo lavoro, certo, ma anche la sua famiglia. La moglie lo odia, crede alle accuse che lo vedono implicato come informatore della mafia, e la figlia non lo vede e non lo sente da quasi un anno. A Napoli si sente invisibile e forse per questo riesce a capire meglio degli altri il Coccodrillo. Quello che non sa è cosa lo stia spingendo ad ammazzare ragazzi innocenti.

Non ci vuole molto a renderlo simpatico ai nostri occhi. Ha intuito, ostinazione e caparbietà. Ama il suo lavoro e sa farlo bene. È un personaggio ombroso ma che io ho adorato dal primo momento che De Giovanni gli ha dato la parola. Sono certa del fatto che ci sarà ancora tanto da scoprire su Lojacono.

La Piras, di contro, mi è sembrato un personaggio piatto se messo in relazione con Lojacono. Sicuramente ha una mente analitica, anestetizzata da un dolore troppo grande e per questo a mio avviso poco empatica. Almeno fino ad una svolta decisiva verso la fine del romanzo.

Felice di aver dato una seconda possibilità a questo romanzo. Ora non devo far altro che trovare il tempo di incastrare anche gli altri romanzi della serie.


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Ringrazio Chiara de La lettrice sulle nuvole, Dolci de Le  mie ossessioni librose e Laura de La Libridinosa.

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